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Ricongiungimento Familiare


Freccia Blu

(Coniugi, figli, genitori, suoceri, fratelli e nonni)

Leggi o stampa le istruzioni dell’Ambasciata
Scarica la dichiarazione sostitutiva
(modulo interattivo che potrai compilare e poi stampare)
Scarica la domanda
(modulo interattivo che potrai compilare e poi stampare)
Scarica la dichiarazione di alloggio
(modulo interattivo che potrai compilare e poi stampare)

Procedura per il ricongiungimento familiare

L’ingresso per ricongiungimento familiare è possibile previo rilascio del visto per ricongiungimento familiare che consente l’ingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di lunga durata, a tempo determinato o indeterminato, ai familiari di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia.

L’Ambasciata Italiana del paese di origine concede al cittadino straniero il visto di ingresso per motivi di famiglia una volta che lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura competente ha emesso il nulla osta.

Il rilascio del nulla osta per il ricongiungimento familiare, necessario per ottenere il relativo visto di ingresso, deve essere richiesto allo Sportello Unico per l’Immigrazione del luogo di dimora, compilando gli appositi moduli telematici direttamente attraverso il sito internet del Ministero dell’Interno

Vedi le schede:
La procedura telematica per l’inoltro delle domande
Modulistica per la compilazione delle domande
Il Permesso di soggiorno per motivi familiari
Con quali permessi è possibile richiedere il ricongiungimento di un familiare in Italia
Per quali familiari di cittadini stranieri non comunitari è possibile chiedere il ricongiungimento
La procedura
I requisiti e la documentazione necessari per poter ottenere l’autorizzazione al ricongiungimento
L’assicurazione sanitaria per il genitore
L’alloggio
La dimostrazione del legame familiare
dopo l’inoltro della domanda
Il rilascio del visto
Ingresso in Italia
Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia
Coesione familiare


La procedura telematica in sintesi

La procedura telematica introdotta con il Decreto Flussi 2007 permette di inoltrare le domande relative al decreto flussi (per lavoro stagionale e non stagionale), quelle di conversione del permesso di soggiorno, le richieste di ricongiungimento familiare, come pure le richieste di autorizzazione di ingresso “fuori quota”, tramite personal computer.
Le date di inoltro per le diverse tipologie di ingresso per lavoro (con verifica quote) sono di volta in volta stabilite nel testo del Decreto Flussi.
Dal 10 aprile 2008 ed in ogni momento è possibile invece inoltrare le richieste di nulla osta per ricongiungimento familiare e per familiari al seguito.
Dal 19 maggio 2008 è possibile anche inoltrare in ogni momento le domande per gli ingressi “fuori quota”.
Dal 9 dicembre 2010 il sito è operativo anche per quanto riguarda la richiesta di iscrizione al test di lingua per il conseguimento dell’attestato utile ad ottenere il permesso di soggiorno CE di lungo periodo.

Per eseguire la procedura telematica è necessario disporre di:
un personal computer;
una connessione internet;
i dati richiesti per la compilazione

Scarica il manuale di utilizzo del sistema

Manuale utilizzo del sistema
Le operazioni da eseguire:

1.Registrazione sul sistema
Per poter accedere alla procedura on-line di richiesta dei moduli da compilare, è necessario che l’utente effettui una registrazione sul sito web del servizio di inoltro telematico delle domande nullaostalavoro.interno.it.
Per effettuare la registrazione è richiesto un indirizzo di posta elettronica valido e funzionante. La registrazione è gratuita.

2. Richiesta del modulo
L’utente registrato, è abilitato ad accedere all’area di richiesta dei moduli di domanda.

3. La compilazione del modulo
Dal 9 dicembre 2010 il portale del Ministero dell’Interno permette la compilazione delle istanze direttamente on line, senza quindi scaricare sul personal computer i moduli preventivamente generati.
Sarà quindi possibile procedere alla compilazione dei capi relativi all’istanza da presentare, inserendo i dati richiesti.
Attenzione: tutti i campi obbligatori andranno compilati, altrimenti il sistema non permetterà la ricezione del modulo!

4.Salvataggio del modulo compilato
Una volta compilato il modulo sarà possibile salvarlo permettendo nuovamente la sua modifica, oppure, attraverso la voce “salva per invio”, effettuare un ultimo salvataggio, dopo il quale non sarà più possibile modificare i dati inseriti.

Attenzione: esclusivamente per il decreto flussi sarà necessario scaricare un mini-client per eseguire l’invio stesso

Scarica il programma per Windows
Scarica il manuale di installazione per Windows

Scarica il programma per utenti linux
Scarica il manuale di installazione per Linux
Scarica il programma per utenti Mac
Scarica il manuale di installazione per Mac

5.Invio del modulo compilato
Per effettuare le operazioni di invio relative al Decreto Flussi sarà necessario attendere le date indicate dal Ministero dell’Interno e sincronizzare il proprio orologio con quello indicato dallo stesso Viminale.
Le domande relative al ricongiungimento familiare o le richieste di nulla osta per familiare al seguito potranno essere inviate in qualsiasi momento, come quelle per gli ingressi “fuori quota”.
L’utente riceverà una mail di risposta recante conferma della spedizione e ora d’arrivo. Attraverso il sito sarà possibile poi avere conferma della/e domande inviata/e.

Scarica la guida alle operazioni di invio

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Procedura telematica – I fax-simile e la modulistica per il ricongiungimento familiare

Gli Sportelli Unici per l’Immigrazione, istituiti presso le Prefetture – Uffici Territoriali del Governo (vedi indirizzi), sono competenti a ricevere le istanze per il ricongiungimento familiare tramite la procedura telematica.
Come previsto dal Decreto interministeriale (Interno, Lavoro e Solidarietà sociale) del 23 febbraio 2008 dedicato all’ “Approvazione della modulistica per le esigenze dello Sportello Unico per l’Immigrazione”, sono disponibili i fax-simile dei moduli da compilare tramite la procedura telematica.

Scarica le istruzioni per la richiesta di nulla osta al ricongiungimento familiare Modello S
Allegati del mod. S: (moduli interattivi che potrai compilare e poi stampare)
Modello S1 - Dichiarazione attestante il consenso ad ospitare il minore.
Modello S2 - Dichiarazione attestante il consenso ad ospitare i familiari del richiedente.
Modello S3 - Dichiarazione relativa alla sussistenza del rapporto di lavoro.

Scarica le istruzioni per la richiesta di nulla osta per l’ingresso dei familiari al seguito dello straniero Modello T
Allegati del mod. T: (moduli interattivi che potrai compilare e poi stampare)
Modello T1 – Dichiarazione attestante il consenso ad ospitare il minore.
Modello T2 - Dichiarazione attestante il consenso ad ospitare anche i ricongiunti.

Scarica le istruzioni per la richiesta nominativa di nulla osta per ricongiungimento del genitore naturale non presente sul territorio nazionale al figlio minore, gia’ regolarmente soggiornante in Italia con l’altro genitore

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Il Permesso di soggiorno per motivi familiari

Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia è regolato dall’articolo 30 del Testo Unico sull’immigrazione (286/98)

Può essere rilasciato a:

  • I familiari del cittadino extracomunitario che hanno esercitato il diritto al ricongiungimento familiare o l’ingresso di familiari al seguito con un cittadino straniero residente in Italia (ai familiari dei extraUE di cittadini italiani o comunitari sarà invece rilasciata una carta di Soggiorno);
  • Lo straniero titolare di un permesso di soggiorno da almeno un anno che contrae matrimonio con cittadino straniero regolarmente soggiornante;
  • Allo straniero regolarmente soggiornante familiare di un cittadino straniero in possesso dei requisiti per il ricongiungimento familiare entro un anno dalla scadenza del suo titolo (In caso di rilascio in favore del familiare di soggetto titolare dello status di rifugiato si prescinde dal possesso di un regolare titolo di soggiorno);
  • Al genitore straniero, anche naturale, di minore italiano, anche se, anche se lo straniero è irregolare;
  • Al parente entro il secondo grado di cittadino italiano (pds per motivi familiari ex art 19, 286/98 – ex art 28, 394/99)

Durata

Il permesso per motivi familiari ha la stessa durata del permesso di soggiorno del familiare a cui è correlato ed è rinnovabile insieme a quest’ultimo.

Lavoro

Il permesso di soggiorno per motivi familiari consente di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Per lo svolgimento di lavoro subordinato non sarà necessaria la sottoscrizione del contratto di soggiorno (Circolare del 25 ottobre 2005). Qualora l’interessato lo richieda può essere convertito in permesso per motivi di lavoro se sussistono i requisiti per il rilascio dello stesso.

Primo rilascio

Dopo l’ingresso in seguito a ricongiungimento familiare o di familiare al seguito l’interessato dovrà recarsi presso lo Sportello Unico al quale è stata inoltrata la domanda di nulla osta che, dopo aver accertato la regolarità del visto, consegnerà un modulo precompilato per la richiesta del permesso di soggiorno da inoltrare con apposita busta attraverso gli Sportelli Postali abilitati al Centro Servizi Aministrativi di Roma (in base al Protocollo tra Poste Italiane e Ministero dell’Interno in vigore dall’11 dicembre 2006).

Saranno necessari:

  • marca da bollo da euro 16,00;
  • ricevuta del versamento di euro 27,50 per il rilascio dei titoli di soggiorno in formato elettronico;
  • pagamento di euro 30,00 allo sportello postale per le spese di spedizione;
  • il pagamento di un contribito di euro 100,00 per i permessi di durata superiore ad un anno e inferiore o pari a due anni, di euro 80,00 per i permessi di durata superiore ai tre mesi ed inferiore o pari ad un anno. (dal 30 gennaio 2012).

Sono esclusi i figli minori (art 29, com 1, lett b);

Rinnovo

Il titolare del permesso deve presentare domanda di rinnovo 60 giorni prima della scadeza del titolo.

Come e dove si presenta la domanda di rinnovo:
La domanda di rinnovo del pds per motivi di famiglia è presentata attraverso la compilazione del Kit postale da inoltrare con apposita busta attraverso gli Sportelli Postali abilitati al Centro Servizi Aministrativi di Roma.
Rinnovo pds – Ecco cosa fare e dove andare per procedura postale

Documenti necessari per il rinnovo:

Oltre al Modulo 1 del Modello 209 (Modulo 2 se in possesso di reddito proprio), nella busta ELI 2 occorre inserire anche:

  • fotocopia delle pagine del passaporto riportanti i dati anagrafici, i timbri di rinnovo, i visti;
  • fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza;
  • Copia del passaporto del familiare (pagine con dati anagrafici);
  • Copia del titolo di soggiorno del familiare;
  • dichiarazione del familiare, che ha esercitato il ricongiungimento familiare o la coesione, di provvedere al sostentamento dell’interessato;
  • Codice fiscale;

Con la ricevuta di rinnovo del permesso di soggiorno lo straniero gode dei diritti del soggiorno ed in particolare:

  • dovrà esibire la ricevuta come prova della regolarità del soggiorno;
  • potrà utilizzare i codici per controllare lo stato di avanzamento della pratica su www.portaleimmigrazione.it;
  • potrà richiedere l’iscrizione anagrafica (esibendo anche il visto di ingresso in caso di primo rilascio);
  • potrà stipulare un contratto di assunzione;
  • potrà stipulare un contratto di alloggio o qualsiasi altro contratto;
  • potrà iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale (esibendo anche il visto di ingresso in caso di primo rilascio);
  • potrà uscire e rientrare dal territorio nazionale a determinate condizioni

Il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di famiglia è subordinato alla verifica dell’esistenza di risorse economiche sufficienti in capo all’interessato o al familiare ma:

  • Ai fini del calcolo del reddito si tiene conto del reddito complessivo del nucleo familiare;
  • Nell’adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca, o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell’interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine, nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale

Questa ultima disposizione, introdotta nel nostro ordinamento a seguito del D.Lgs. n.5 dell’8 gennaio 2007 (in recepimento della Direttiva 86/2003/CE), imponendo una valutazione attenta della situazione dello straniero richiedente, inibisce la possibilità di emettere automaticamente provvedimenti di diniego del permesso di soggiorno per motivi familiari in virtù della mancanza di reddito sufficiente così come determinato dall’articolo 29, comma 3, lettera b).

In ogni caso il provvedimento di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno dovrà essere adeguatamente motivato.

  • In caso di morte del familiare in possesso dei requisiti per il ricongiungimento e in caso di separazione legale o di scioglimento del matrimonio o, per il figlio che non possa ottenere la carta di soggiorno, al compimento del diciottesimo anno di età, il permesso di soggiorno può essere convertito in permesso per lavoro subordinato, per lavoro autonomo o per studio;
  • Il pds per motivi familiari può essere rinnovato anche nel caso in cui non vi sia effettiva convivenza tra padre e figlio (fermi restando i requisiti di reddito).

Inserimento dei figli minori di 14 anni

Nel permesso per motivi di famiglia possono essere inseriti anche i figli minori di anni 14, in questo caso occorre presentare:

  • Modulo 1 (Modello 209) Kit Postale;
  • Fotocopia delle pagine del passaporto del minore riportanti i dati anagrafici, i timbri di rinnovo, i visti; (se titolare di passaporto proprio);
  • Se il minore non è ancora inserito nel permesso di soggiorno del genitore: certificato di maternità/paternità tradotto e legalizzato (o con apostille) se proveniente da altro Stato;
  • Certificato di frequenza scolastica se il minore è in età soggetta al diritto-dovere all’istruzione;
  • Codice fiscale;

Permesso per motivi di famiglia figlio minore 14-18

Ai figli minori di anni 18, al compimento del 14esimo anno di età, viene rilasciato un permesso di soggiorno autonomo per motivi familiari fino al compimento della maggiore età.
Il rilascio di questo permesso di soggiorno non mira a costituire una nuova posizione di soggiorno in capo al minore ma si configura come prosecuzione del diritto di soggiorno precedentemente acquisito.
Pertanto, il rilascio di questo titolo non può essere subordinato al possesso dei requisiti di reddito da parte del familiare.
Saranno necessari:

  • Modulo 1 (modello 209) Kit postale;
  • Fotocopie di tutte le pagine del passaporto del minore (se titolare di passaporto proprio);
  • Copia del titolo di soggiorno del genitore;
  • Certificato di stato famiglia o autocertificazione del rapporto familiare;
  • Certificato di frequenza scolastica se il minore è in età soggetta al diritto-dovere all’istruzione;
  • Codice fiscale.

Conversione del permesso di soggiorno da altro titolo a motivi di famiglia – coesione familiare

Lo straniero che ha contratto matrimonio sul territorio italiano titolare di un permesso di soggiorno da almeno un anno o lo straniero regolarmente soggiornante (o entro un anno dalla scadenza del suo permesso), familiare di straniero regolarmente soggiornante in possesso dei requisiti per il ricongiungimento possono richiedere la conversione del titolo di soggiorno posseduto in permesso per motivi di famiglia.

Documentazione
Oltre al Modulo 1 del Modello 209 (Modulo 2 se in possesso di reddito proprio), nella busta ELI 2 occorre inserire anche:

  • Documentazione attestante il rapporto di parentela tradotta e legalizzata (nel caso di matrimonio contratto in Italia la compilazione del modulo 1 equivale ad autocertificazione);
  • fotocopia delle pagine del passaporto riportanti i dati anagrafici, i timbri di rinnovo, i visti;
  • fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza (o scaduto);
  • Copia del passaporto del familiare (pagine con dati anagrafici);
  • Codice fiscale;
  • Copia del titolo di soggiorno del familiare;
  • Fotocopia della dichiarazione dei redditi del familiare straniero con il quale si chiede la coesione (quando è necessario dimostrare i requisiti per il ricongiungimento);
  • Certificato di idoneità abitativa ai sensi dell’art. 29, comma 3, lett. a) (quando è necessario dimostrare i requisiti per il ricongiungimento).

Dovranno recarsi direttamente in Questura per la richiesta del permesso di soggiorno per motivi di famiglia a seguito di conversione gli stranieri in possesso di un permesso di soggiorno per cure mediche (gravidanza). E’ il caso di chi, padre o madre, in seguito all’attesa della nascita di un figlio, ha beneficiato della possibilità prevista dall’articolo 19, comma 2, lettera d), ex art 28, comma 1 lettera c). In questo caso infatti è prevista la possibilità di convertire il permesso di soggiorno se uno dei due coniugi è in possesso dei requisiti per il ricongiungimento.

Conversione da Turismo a Famiglia

Un nodo a tutt’oggi problematico rimane quello legato alla possibilità, per quanti siano in Italia per turismo, di ottenere un permesso di soggiorno per motivi di famiglia quando i familiari regolarmente presenti sul territorio sono in possesso dei requisiti per il ricongiungimento.
L’art. 30, comma 1, lettera c), non opera alcuna distinzione in merito al titolo di soggiorno del familiare beneficiario del ricongiungimento limitandosi infatti a richiedere la presenza regolare dello stesso.
A nulla può valere perciò la considerazione che il permesso per motivi di turismo sia stato sostituito da una dichiarazione di presenza con la legge n. 68 del 27 maggio 2007.
A partire da queste considerazioni si ritiene quindi un diritto in capo agli interessati quello di ottenere un permesso per motivi di famiglia in caso di presenza regolare sul territorio (anche con visto turistico e dichiarazione di presenza) del familiare di un cittadino straniero in possesso dei requisiti per il ricongiungimento.

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Rinnovo pds – Ecco cosa fare e dove andare per procedura postale

In via generale la normativa prevede che lo straniero, al momento del rinnovo, debba essere in possesso dei requisiti previsti per l’ingresso.
Pendono quindi sul procedimento di rinnovo questi importanti fattori:

  • I tempi della richiesta
  • Il possesso di risorse economiche sufficienti
  • L’esistenza di condanne per i reati ostativi all’ingresso

Tempi

La richiesta di rinnovo, secondo il TU dovrebbe, essere presentata 60 giorni prima della scadenza del pds. L’amministrazione dovrebbe rispondere in 60 giorni.
Può non farlo solo in caso di comprovati motivi.
La giurisprudenza ha chiarito che il termine di 60 giorni è ordinatorio e non perentorio.
Il combinato disposto con l’art. 13 rende quindi possibile la presentazione dell’istanza di rinnovo entro i 60 giorni successivi alla data di scadenza del permesso di soggiorno.
Ed in ogni caso, qualora lo straniero non fosse stato colpito da provvedimento di espulsione ed abbia provveduto, anche oltre i 60 giorni (giustificato motivo) a presentare la domanda, si dovrà tener conto della situazione lavorativa e quindi procedere con il rinnovo.
Si potrebbe quindi sostenere che lo straniero che presenti una istanza di permesso di soggiorno anche dopo la scadenza del termine e a cui venga notificato un diniego, possa far valere anche solo una “disponibilità all’assunzione” sopravvenuta. Tale disponibilità infatti non si sarebbe potuta concretizzare in una vera e propria assunzione per la mancanza del titolo di soggiorno in corso di validità. La giurisprudenza in materia risulata piuttosto scarsa e quando positiva “avventata” nell’affermare tale possibilità.

E’ in ogni caso ritenuto illegittimo un provvedimento di espulsione nei confronti dello straniero che, dopo aver ricevuto il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno, può dimostrare nuovi elementi sopraggiunti. In questo caso è necessario procedere al riesame della situazione tenendo conto dell’attualità della situazione dello straniero.

Il reddito

La giurisprudenza ha ormai consolidato un orientamento secondo cui è impossibile per le questure produrre una valutazione automatica delle risorse sufficienti legata ai parametri previsti dall’importo annuo dell’assegno sociale, dovendo invece considerare la storia lavorativa pregressa dell’interessato e la prospettiva di lavoro futura.
Il caso più emblematico è quello di un lavoratore che al momento del rinnovo disponga di un contratto di lavoro di soli 6 mesi. Egli potrebbe non raggiungere l’importo dell’assegno sociale stabilito per un anno, ma comunque gli dovrà essere garantito il rinnovo del permesso di soggiorno considerando che la precarietà e la flessibilità del mercato del lavoro possono lasciar dedurre che alla scadenza dei 6 mesi l’interessato potrà trovare una nuova occupazione o rinnovare lo stesso contratto.

Non potrà cioè essere fatta valere per il diniego del pds la perdita del posto di lavoro avvenuta dopo la presentazione della domanda. Le conseguenze della lentezza dell’amministrazione non possono infatti essere fatte ricadere sull’interessato. Ma questa previsione è frutto di una pronuncia della giurisprudenza chiamata a decidere sulla durata del pds di uno straniero in possesso comunque di un contratto.
Sembra più rischioso far riferimento a questa possibilità come prassi generalmente valida.

Redditi di lavoro nero

Si possono ritenere utili al rinnovo del permesso di soggiorno i redditi da lavoro nero.
In tal caso le modalità del rinnovo, stante i lunghi tempi di attesa per l’accertamento da parte degli uffici competenti (INPS, INAIL, etc) sono discrezionali e variano da Questura a Questura.

Redditi dei familiari

Nel valutare il rinnovo del permesso di soggiorno non potranno non essere tenuti in considerazione i redditi complessivi del nucleo familare.
La valutazione non potrà essere fatta considerando un semplice “cumulo” dei redditi ma dovrà tenere conto degli altri fattori di cui all’art 5 comma 5.
Appare in ogni caso controverso limitare tale possibilità di far valere il sostentamento da parte di un familiare solo alle categorie di familiari stabilite dall’art 29 così come considerare i redditi prodotti dai soli familiari conviventi.
L’obbligo di sostentamento così come riconosciuto dal nostro ordinamento, va ben oltre queste categorie.

Malattie o Infortunio

Il preteso automatismo del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno in mancanza di lavoro trova smentita anche in relazione a situazioni che non sono imputabili al lavoratore immigrato come in caso di malattia o infortunio prolungati.
L’art.8, co.1, della Convenzione O.I.L. n.97 del 1949 impedisce il rinvio nel paese di provenienza in caso di sopravvenuta impossibilità di lavorare causata da malattia o infortunio.

I motivi ostativi al rinnovo

Al momento del rinnovo del permesso di soggiorno la Questura dovrà prendere in considerazione la sussistenza di eventuali reati ostativi al rinnovo del titolo.
E’ in ogni caso illegittimo il diniego qualora la Questura non abbia prodotto una valutazione sull’attualità e la concretezza dell’eventuale pericolosità sociale in caso di condanne c.d ostative e senza che sia stata tenuto in debito conto la situazione familiare, l’esistenza di legami con il paese d’origine, l’anzianità della presenza in Italia, in caso di titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato che abbiano effettuato il ricongiungimento familiare.

I motivi ostativi al rinnovo:

  • pericolosità per l’ordine pubblico e la sicurezza dello stato (anche x stati area Schengen)
  • condanne, anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati previsti dagli articoli 380 commi 1 e 2 del CPP, anche se la sentenza è stata emessa a seguito di patteggiamento, oppure per reati legati agli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la prostituzione, lo sfruttamento dei minori
  • condanne definitive per la violazione delle norme sul diritto d’autore.

La riabilitazione ed estinzione del reato

Possono in ogni caso essere fatte valere l’intervenuta riabilitazione ai sensi dell’art. 178 del codice penale e l’estinzione del reato.
E’ possibile presentare istanza di riabilitazione quando siano decorsi almeno tre anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o sia in altro modo estinta, e il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta; il termine si allunga ad otto anni qualora sia stata contestata l’aggravante della recidiva o a dieci anni se il condannato sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza.
La riabilitazione può equipararsi all’automatica estinzione della condanna inflitta in sede di “patteggiamento” ai sensi dell’art. 445, c.2 c.p.p.
In questo caso l’automatica estinzione del reato avviene dopo 5 anni, quando sia stata irrogata una pena detentiva non superiore a due anni, sempre che nello stesso periodo il lavoratore non abbia commesso un delitto della stessa indole.

Il rinnovo del permesso per motivi di lavoro

Documenti necessari per il rinnovo:

Oltre al Modulo 1 e 2 del Modello 209, nella busta ELI 2 occorre inserire anche:

  • fotocopia delle pagine del passaporto riportanti i dati anagrafici, i timbri di rinnovo, i visti;
  • fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza;
  • fotocopia della dichiarazione di ospitalità o contratto di affitto relativi all’alloggio di domicilio;
  • fotocopia del Mod Unificato lav inviato dal datore di lavoro all’Inps o del Modello Q in caso di lavoro domestico;
  • fotocopia della documentazione attestante la disponibilità di un reddito da lavoro o da altra fonte lecita (Cud, Unico, etc): ultima dichiarazione dei redditi oppure buste paga relative al periodo di assunzione.
  • nel caso di lavoro domestico, oltre alla documentazione di cui sopra: fotocopie dei versamenti dei contributi previdenziali all’INPS

La valutazione sulla capacità reddituale sufficiente al sostentamento NON PUO’ ESSERE AUTOMATICAMENTE RIFERITA all’importo dell’assegno sociale INPS ma deve tener conto delle prospettive future di reddito e della situazione reddituale pregressa.

Nel caso di familiari a carico sarà necessario dimostrare un reddito in grado di garantire il loro sostentamento.

Saranno necessari:

  • marca da bollo da euro 16,00;
  • ricevuta del versamento di euro 27,50 per il rilascio dei titoli di soggiorno in formato elettronico;
  • pagamento di euro 30,00 allo sportello postale per le spese di spedizione.
  • il pagamento del contributo previsto dall’art 5, comma 2 ter, del TU

a) Euro 80,00 per pds di durata superiore a
tre mesi e inferiore o pari a un anno;
b) Euro 100,00 per pds di durata superiore a
un anno e inferiore o pari a due anni;

Il rinnovo del permesso per motivi familiari

Il titolare del permesso deve presentare domanda di rinnovo 60 giorni prima della scadeza del titolo.
In ogni caso si potrà ottenere utilmente il rinnovo del permesso di soggiorno anche inoltrando la domanda dentro i 60 giorni successivi alla scadenza

Come e dove si presenta la domanda di rinnovo:
La domanda di rinnovo del pds per motivi di famiglia è presentata attraverso la compilazione del Kit postale da inoltrare con apposita busta attraverso gli Sportelli Postali abilitati al Centro Servizi Aministrativi di Roma.

Documenti necessari per il rinnovo:

Oltre al Modulo 1 del Modello 209 (Modulo 2 se in possesso di reddito proprio), nella busta ELI 2 occorre inserire anche:

  • fotocopia delle pagine del passaporto riportanti i dati anagrafici, i timbri di rinnovo, i visti;
  • fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza;
  • Copia del passaporto del familiare (pagine con dati anagrafici);
  • Copia del titolo di soggiorno del familiare;
  • dichiarazione del familiare, che ha esercitato il ricongiungimento familiare o la coesione, di provvedere al sostentamento dell’interessato;
  • Codice fiscale;

Con la ricevuta di rinnovo del permesso di soggiorno lo straniero gode dei diritti del soggiorno ed in particolare:

  • dovrà esibire la ricevuta come prova della regolarità del soggiorno;
  • potrà utilizzare i codici per controllare lo stato di avanzamento della pratica su www.portaleimmigrazione.it;
  • potrà richiedere l’iscrizione anagrafica (esibendo anche il visto di ingresso in caso di primo rilascio);
  • potrà stipulare un contratto di assunzione;
  • potrà stipulare un contratto di alloggio o qualsiasi altro contratto;
  • potrà iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale (esibendo anche il visto di ingresso in caso di primo rilascio);
  • potrà uscire e rientrare dal territorio nazionale a determinate condizioni

Il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di famiglia è subordinato alla verifica dell’esistenza di risorse economiche sufficienti in capo all’interessato o al familiare ma:

  • Ai fini del calcolo del reddito si tiene conto del reddito complessivo del nucleo familiare;
  • Nell’adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca, o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell’interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine, nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale

Questa ultima disposizione, introdotta nel nostro ordinamento a seguito del D.Lgs. n.5 dell’8 gennaio 2007 (in recepimento della Direttiva 86/2003/CE), imponendo una valutazione attenta della situazione dello straniero richiedente, inibisce la possibilità di emettere automaticamente provvedimenti di diniego del permesso di soggiorno per motivi familiari in virtù della mancanza di reddito sufficiente così come determinato dall’articolo 29, comma 3, lettera b).

In ogni caso il provvedimento di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno dovrà essere adeguatamente motivato.

Saranno necessari:

  • marca da bollo da euro 16,00;
  • ricevuta del versamento di euro 27,50 per il rilascio dei titoli di soggiorno in formato elettronico;
  • pagamento di euro 30,00 allo sportello postale per le spese di spedizione.
  • il pagamento del contributo previsto dall’art 5, comma 2 ter, del TU (ad esclusione dei pds per i figli minori)

a) Euro 80,00 per pds di durata superiore a
tre mesi e inferiore o pari a un anno;
b) Euro 100,00 per pds di durata superiore a
un anno e inferiore o pari a due anni;

Inserimento dei figli minori di 14 anni

Esente dal pagamento del contributo di cui all’art 5, com 2tr, TU
Nel permesso per motivi di lavoro possono essere inseriti anche i figli minori di anni 14, in questo caso occorre presentare:

  • fotocopia delle pagine del passaporto del minore riportanti i dati anagrafici, i timbri di rinnovo, i visti (se titolare di passaporto proprio);
  • Se il minore non è ancora inserito nel permesso di soggiorno del genitore: certificato di maternità/paternità tradotto e legalizzato (o con apostille) se proveniente da altro Stato;
  • Certificato di frequenza scolastica se il minore è in età soggetta al diritto-dovere all’istruzione

Dal sito www.portaleimmigrazione.it
Ecco i fac simile dei moduli postali, in versione stampabile
Modulo 1 ] – [ Modulo 2 ]

Cosa fare per richiedere il Permesso/Carta di Soggiorno

In virtù della convenzione stipulata tra il Ministero dell’Interno e Poste Italiane SPA, ai sensi dell’art. 39, comma 4 bis della Legge 16 gennaio 2003, n. 3 , come modificato dall’art. 1 quinquies, della Legge 12 novembre 2004, n.271, le istanze di permesso e carta di soggiorno dovranno essere presentate dall’interessato presso gli Uffici Postali abilitati utilizzando l’apposito kit disponibile presso tutti gli uffici postali, i Patronati ed i Comuni abilitati.

Possono esser presentate presso gli Uffici Postali le richieste inerenti alle sotto riportate tipologie di permessi-carte di soggiorno:

* Adozione
* Affidamento
* Aggiornamento della carta di soggiorno
* Aggiornamento permesso di soggiorno (cambio domicilio, stato civile, inserimento figli, cambio passaporto)
* Attesa occupazione
* Attesa riacquisto cittadinanza
* Asilo politico rinnovo
* Carta di soggiorno per stranieri
* Conversione permesso di soggiorno
* Duplicato della carta di soggiorno
* Duplicato Permesso di soggiorno
* Famiglia
* Famiglia minore 14-18 anni
*Rinnovo Famiglia art. 19
* Lavoro Autonomo
* Lavoro Subordinato
* Lavoro casi particolari previsti
* Lavoro subordinato-stagionale
* Missione
* Motivi Religiosi
* Residenza elettiva
* Ricerca scientifica
* Status apolide rinnovo
* Studio
* Tirocinio formazione professionale

Le istanze di richiesta di rilascio e rinnovo di tutte le altre tipologie di permesso-carta di soggiorno continueranno ad essere presentate presso gli Uffici Immigrazione delle Questure, competenti territorialmente.

Per la compilazione della modulistica lo straniero può farsi assistere, a titolo gratuito, da un Patronato della sua zona o da un Comune abilitato.
Trova il patronato più vicino a te

Il diniego

Il diniego del rinnovo ha diverse fasi procedurali.
Eventuali irregolarità amministrative sanabili, i meri errori materiali, non potranno essere motivo di diniego della richiesta.

Sarà prevista la possibilità, per l’interessato, di integrare la pratica presentata inizialmente sia con documenti mancanti, sia con nuovi documenti che attesano situazioni nel frattempo sopraggiunte.
In questo caso avviene spesso che la Questura, alla data della convocazione, nel caso di errori o mancanza di documenti, assegni all’interessato una nuova data in cui esibire i documenti corretti e completi.
Questa previsione è molto importante perché da un lato riguarda appunto la mera mancanza o non correttezza dei documenti, ma dall’altro fa riferimento ad una norma molto importante (dal nostro punto di vista) del testo unico. Si tratta dell’articolo 5 comma 5, che prevede che “il pds o il suo rinnovo sono rifiutati quando mancano o vengono a mancare i requisiti previsti per l’ingresso ed il soggiorno …sempre che non siano sopraggiunti nuovi elementi che ne consentano il rilascio.”
Ciò significa che in caso di presentazione dell’istanza in mancanza dei requisiti previsti (per esempio il lavoro) sarà sempre possibile per lo straniero far valere un nuovo contratto di lavoro sottoscritto prima che venga emesso un provvedimento di diniego. Cioè mentre si è ancora in fase istruttoria.
Se è possibile usufruire di questa possibilità in senso favorevole, fortunatamente non è possibile il contrario. Non potrà cioè essere fatta valere per il diniego del pds la perdita del posto di lavoro avvenuta dopo la presentazione della domanda. Le conseguenze della lentezza dell’amministrazione non possono infatti essere fatte ricadere sull’interessato. Ma questa previsione è frutto di una pronuncia della giurisprudenza chiamata a decidere sulla durata del pds di uno straniero in possesso comunque di un contratto. Sembra più rischioso far riferimento a questa possibilità come qualcosa di generalmente valido.
In primo luogo dovrà essere consegnato all’interessato il preavviso di rigetto dell’istanza. Il provvedimento dovrà riportare, oltre ai dati identificativi della pratica, anche le motivazioni per cui è stata attivata la procedura di rigetto.
L’interessato avrà quindi 10 giorni di tempo ai sensi dell’articolo 10bis della legge 241 (sul procedimento amministrativo), per produrre una memoria, ovviamente scritta, in cui tentare di proporre le nostre motivazioni o molto più spesso di contestare la scelta della questura documentandola adeguatamente.
La questura quindi potrà accogliere o non accogliere le argomentazioni proposte con la memoria proposta.
In ogni caso (la memoria può arrivare dopo) se la Questura non avesse già adottato il provvedimento di rigetto e la documentazione fosse integrata anche oltre i 10 giorni dovrà comunque prenderla in considerazione.
In caso di rigetto dell’istanza lo straniero verrà “invitato” ad allontanarsi dal territorio nazionale entro 15 giorni.
Contro il diniego di rilascio o di rinnovo del titolo di soggiorno si può agire in ricorso presso il tribunale amministrativo competente entro 60 giorni ad eccezione dei ricorsi che riguardano il diritto all’unità familiare che invece potranno essere proposti presso il Tribunale ordinario.
Lo straniero sarà comunque inespellibile fino a quando non trascorrano i 60 giorni.
Trascorsi i 60 giorni sarà importante richiedere al giudice la sospensione dell’eventuale provvedimento di espulsione adottato

Il diniego del permesso di soggiorno da parte della Questura dovrà comunque essere adeguatamente motivato, la situazione dell’interessato dovrà essere presa in considerazione nell’attualità, e non potrà essere astrattamente ricondotta al contesto legislativo bensì precisamente collocata nelle previsioni di legge.

Nelle more del rinnovo

In attesa del permesso di soggiorno, con la sola ricevuta, lo straniero può comunque:

  • controllare lo stato della sua pratica attraverso il sito della Questura
  • iscriversi all’anagrafe;
  • iscriversi al SSN;
  • stipulare contratti di affitto;
  • effettuare ogni operazione con la sola limitazione dell’uscita e del reingresso nel territorio che può avvenire solamente senza il transito per i paesi dell’area Schengen.

A norma di legge in fase di rinnovo lo straniero può esercitare attività lavorativa a parità di condizioni dello straniero titolare di pds valido.

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Certificato di idoneità abitativa

Con la circolare n. 7170 del 18 novembre 2009 arrivano finalmente i chiarimenti tanto attesi in merito alle modifiche introdotte con la legge n. 94 del 15 luglio 2009 (pacchetto sicurezza), riguardanti i requisiti dell’alloggio richiesti per le procedure di ricongiungimento familiare.

Il nuovo testo dell’ art. 29 comma 3 dispone infatti che “lo straniero che richiede il ricongiungimento deve dimostrare la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali”.
Secondo la nuova formulazione dell’articolo quindi la certificazione igienico-sanitaria rilasciata dalle ASL non è più alternativa al certificato rilasciato dal comune (come un tempo) ma saranno gli stessi competenti uffici comunali a dover procedere a tale verifica ed inoltre, è stato soppresso ogni riferimento ai parametri della legge regionale per l’edilizia residenziale pubblica.

I comuni, chiamati a rilasciare il certificato di idoneità abitativa secondo i nuovi criteri introdotti, hanno fino ad oggi incontrato non poche difficoltà nell’affrontare la situazione. Questo ha prodotto, nell’incertezza, uno scenario di applicazioni disomogenee sul territorio nazionale.
Per alcuni comuni, il rilascio del un certificato di idoneità abitativa doveva essere subordinato alla verifica di tutta la certificazione riguardante l’agibilità, l’idoneità degli impianti, etc, etc. Tale documentazione, oltre ad essere onerosa, non è obbligatoria per le abitazioni costruite prima dell’entrata in vigore delle disposizioni in materia urbanistica che dovranno produrla solo in occasione di eventuali ristrutturazioni ed è accessibile, tra le altre cose, ai soli proprietari degli alloggi. Per altri comuni, la soluzione prospettata manteneva i parametri di riferimento alla legge regionale.

In altre situazioni invece, l’incertezza sulle modalità di applicazione dei nuovi criteri, aveva portato all’empasse nel rilascio dei certificati e quindi al blocco, da molte parti, delle procedure di ricongiungimento di moltissimi cittadini stranieri.

Il Progetto Melting Pot Europa, proprio nei giorni scorsi, aveva diffuso una interpretazione che il Ministero ha oggi confermato con le precisazioni contenute nella circolare n. 7170 del 18 novembre.

La circolare infatti specifica che “la certificazione relativa all’idoneità abitativa potrà fare riferimento alla normativa contenuta nel Decreto ministeriale 5 luglio del 1975 che stabilisce i requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione e che precisa anche i requisiti minimi di superficie degli alloggi, in relazione al numero previsto degli occupanti”.

Al fine quindi di assicurare una interpretazione omogenea su tutto il territorio nazionale la nuova tabella di riferimento sarà la seguente:

. Superficie per abitante
1 abitante – 14 mq
2 abitanti – 28 mq
3 abitanti – 42 mq
4 abitanti – 56 mq
per ogni abitante successivo +10 mq

. Composizione dei locali
Stanza da letto per 1 persona – 9mq
Stanza da letto per2 persone – 14mq
+ una stanza soggiorno di 14mq

. Per gli alloggi mono-stanza
1 persona – 28 mq (comprensivi del bagno)
2 persone – 38 mq (comprensivi del bagno)

. Altezze minime
Gli alloggi dovranno avere una altezza minima di 2,70 m derogabili a 2,55 m per i comuni montabni e a 2,40 m per i corridoi, i bagni, i disimpegni ed i ripostigli.

. Aerazione
Soggiorno e cucina devono essere muniti di finestra apribile mentre i bagni dovranno essere dotati (se non finestrati) di impianto di aspirazione meccanica.

. Impianto di riscaldamento
Gli alloggi dovranno essere muniti di impianto di riscaldamento ove le condizioni climatiche lo rendano necessario.

Attenzione però! La modulistica telematica per l’inoltro della richiesta di nulla osta non è ancora stata aggiornata e richiede ancora in alternativa il certificato rispondente ai parametri ERP o la certificazione rilasciata dall’Asl.

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Con quali permessi è possibile richiedere il ricongiungimento di un familiare in Italia

E’ possibile fare richiesta di ricongiungimento familiare per i titolari di:

  • permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo, di durata non inferiore a un anno
  • permesso per asilo politico,
  • permesso per protezione sussidiaria,
  • permesso per motivi di studio, per motivi religiosi,
  • permesso per motivi familiari,
  • permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo
  • permesso per attesa cittadinanza

NB: il possesso della ricevuta di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno abilita all’inoltro della domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare

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Per quali familiari di cittadini stranieri non comunitari è possibile chiedere il ricongiungimento

  • coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante;
  • figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso. I Minori adottati o affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli;
  • figli maggiorenni a carico qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale (100%);
  • genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante oppure;
  • genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi problemi di salute, e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante;
  • è consentito l’ingresso, per ricongiungimento al figlio minore regolarmente soggiornante in Italia, del genitore naturale che dimostri il possesso dei requisiti di disponibilità di alloggio e di reddito previsti dalla procedura per il ricongiungimento. Ai fini della sussistenza di tali requisiti si tiene conto del possesso degli stessi da parte dell’altro genitore.
  • degli ascendenti diretti di primo grado di minore non accompagnato titolare dello status di rifugiato.

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La procedura

La procedura per il ricongiungimento familiare si articola in due fasi.
La prima (in capo allo Sportello Unico) riguarda la verifica dei requisiti oggettivi per il rilascio del nullaosta (titolo di soggiorno, reddito, alloggio), la seconda (in capo alla rappresentanza consolare), strettamente connessa alla prima, riguarda la verifica dei requisiti soggettivi per il rilascio del visto d’ingresso (legami di parentela, e altri requisiti dei soggetti da ricongiungere).

In via generale per la presentazione della domanda saranno necessari:

  • Copia del permesso di soggiorno di cui si è titolari. La durata complessiva del permesso di soggiorno deve essere di almeno un anno. E’ possibile presentare la richiesta anche se in possesso di ricevuta di rinnovo o rilascio del permesso;
  • Marca da bollo di euro 16,00 il numero della marca da bollo dovrà essere inserito all’interno dei campi riservati nei moduli informatici. L’originale della marca da bollo andrà esibito all’atto della convocazione allo Sportello Unico;
  • Passaporto del richiedente;
  • Copia del passaporto dei familiari da ricongiungere

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I requisiti e la documentazione necessari per poter ottenere l’autorizzazione al ricongiungimento

Il Reddito

  • Reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’ assegno sociale aumentato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.

Richiedente – 5.830,76 € annui – 448,52 € mensili

1 familiare – 8.746,14 annui € – 672,78 € mensili

2 familiari – 11.661,52 € annuali – 897,04 € mensili

3 familiari – 14.576,90 € annuali – 1.121,30 € mensili

4 familiari – € 17.492,28 € annuali – 1.345,56 € mensili

2 o più minori di 14 anni – 11.661,52 € annuali – 897,04 € mensili

2 o più minori di 14 anni e un familiare – 14.576,90 € annuali – 1.121,30 € mensili

Al fine di dimostrare la disponibilità del reddito si tiene conto, non solo del reddito specifico del richiedente, ma anche di quello prodotto dai familiari conviventi (opportunamente documentato).

I titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria non dovranno dimostrare la sussistenza di questo requisito.

In ogni caso, la valutazione sulle risorse economiche sufficenti non può portare ad una applicazione automatica del limite minimo stabilito in base all’importo annuo dell’assegno sociale ma dovrà invece tener conto della natura e solidità dei vincoli familiari, della durata dell’unione matrimoniale, della durata del soggiorno nello Stato membro, dei legami familiari, culturali o sociali con il Paese d’origine.(Sentenza Corte di Giustizia Europea del 4 marzo 2010 – procedimento C-578/08)
Si tratta, per la precisione, di una interpretazione offerta dalla giurisprudenza comunitaria e non certo di una prassi seguita dall’amministrazione, In ogni caso tale argomentazione potrà certamente essere fatta valere in sede di giudizio contro un eventuale diniego basato sulla non perfetta corrispondenza del reddito prodotto all’importo dell’assegno sociale.

La documentazione attestante il reddito
La documentazione comprovante il possesso dei requisiti dovrà essere consegnata al momento della convocazione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione.
[ scarica la lista in formato .pdf ]

Oltre al passaporto del richiedente ed alla copia dei passaporti dei familiari da ricongiungere, sarà necessario, per la dimostrazione del reddito, esibire:

Lavoratori dipendenti. Ultima dichiarazione dei redditi, fotocopia del contratto di lavoro, ultima busta paga o fotocopia autenticata del libro paga, autocertificazione del datore di lavoro, redatta su modello S3, da cui risulti l’attuale rapporto di lavoro (duplice copia di ciascun documento).
Se il rapporto di lavoro è iniziato da meno di un anno, per cui il lavoratore non è in possesso della
dichiarazione dei redditi, l’autocertificazione del datore di lavoro dovrà contenere anche
l’indicazione del reddito presunto del lavoratore.
Lavoratori domestici. Ultima dichiarazione dei redditi (ove posseduta), (o, in assenza,
comunicazione di assunzione al Centro per l’Impiego/INPS), bollettino di versamento dei contributi
INPS relativi al trimestre precedente alla data di presentazione della domanda, autocertificazione
del datore di lavoro, redatta su modello “S3”, da cui risulta l’attuale rapporto di lavoro.
Lavoratori autonomi.
Ditta individuale. Certificato di Iscrizione alla Camera di Commercio, Fotocopia attribuzione P. IVA, fotocopia licenza comunale ove prevista, mod. Unico più ricevuta di presentazione (se l’attività è stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista
relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno).
Società. Visura camerale della società di data recente, fotocopia attribuzione Partita IVA della società, mod. Unico più ricevuta di presentazione (se l’attività è stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno).
Collaborazione a progetto. Fotocopia contratto di lavoro a progetto nel quale siano indicati la durata della prestazione di lavoro ed il corrispettivo, dichiarazione del committente da cui risulti
l’attualità del contratto di lavoro a progetto, dichiarazione di gestione separata all’INPS, fotocopia
mod. Unico.
Socio lavoratore. Visura camerale della cooperativa, fotocopia attribuzione partita IVA della cooperativa, dichiarazione del presidente della cooperativa da cui risulta l’attualità del rapporto di lavoro, fotocopia del libro soci, mod. unico.
Liberi professionisti. iscrizione all’albo, mod. unico con ricevuta di presentazione.

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L’assicurazione sanitaria per il genitore

  • Nel caso di richiesta di ricongiungimento di un genitore ultrasessantacinquenne è richiesta un’assicurazione sanitaria, in attesa di un decreto che stabilisca l’importo del contributo per l’iscrizione volontaria al SSN.

Al momento della presentazione dell’istanza sarà sufficiente redigere una dichiarazione di impegno a sottoscrivere una polizza assicurativa.
La polizza sarà sottoscritta poi entro 8 giorni dall’ingresso nel territorio dello stato e prima della presentazione allo Sportello Unico, non dovrà avere una data di scadenza e dovrà coprire i rischi di malattia, infortunio e maternità.
Attenzione! Viene segnalata una estrema difficoltà dovuta alla reticenza delle assicurazioni a stipulare polizze con ultrasessantacinquenni. Il decreto che prevede la possibilità dell’iscrizione al SSN è in via di definizione.

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L’alloggio

  • la disponibilità di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità abitativa e conforme ai criteri igienico-sanitati. La certificazione è rilasciata dai competenti uffici comunali.

Documentazione richiesta per l’alloggio

  • a) copia del contratto di locazione, contratto di comodato gratuito o atto di proprietà dell’alloggio;
  • b) idoneità abitativa e certificazione igienico-sanitaria, cioè il certificato comunale attestante che l’alloggio rientra nei parametri previsti dalla legge e che sia conforme alle norme sanitarie;
  • c) nel caso il richiedente sia ospitato: dichiarazione autenticata del titolare dell’alloggio, attestante il consenso al ricongiungimento dei familiari nominativamente indicati con riferimento alla parte di alloggio messa a disposizione del lavoratore dipendente (modello S2);
  • d) nel caso di ricongiungimento con un figlio di età inferiore agli anni 14, sia solo che al seguito di uno dei genitori, l’idoneità abitativa può essere sostituita dal consenso del titolare dell’alloggio nel quale il minore effettivamente dimorerà (modello S1).

Qualora il richiedente indichi un alloggio diverso da quello in cui risiede, il requisito si intende soddisfatto sia nel caso in cui si accerti l’intenzione dell’interessato di trasferirsi in quell’alloggio al momento dell’arrivo del familiare, sia nel caso in cui egli intenda assicurare al familiare un alloggio diverso dal proprio.

I titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria non dovranno dimostrare la sussistenza di questo requisito.
I ricercatori stranieri presenti in Italia che chiedono il riconogiungimento familiare non dovranno dimostrare la sussistenza di questo requisito.

Molte prefetture richiedono certificati ottenuti da non oltre 6 mesi, nonostante la validità degli stessi sia a tempo indeterminato fino a quando non intervengano delle modifiche nella composizione dell’alloggio. In alternativa, secondo le diverse prassi locali, potrà essere sufficiente il certificato di stato famiglia dal quale emerga il numero degli occupanti dell’alloggio.

I criteri attualmente applicabili per l’idoneità abitativa (consigliati da una circolare ministeriale):
. Superficie per abitante
1 abitante – 14 mq
2 abitanti – 28 mq
3 abitanti – 42 mq
4 abitanti – 56 mq
per ogni abitante successivo +10 mq

. Composizione dei locali
Stanza da letto per 1 persona – 9mq
Stanza da letto per2 persone – 14mq
+ una stanza soggiorno di 14mq

. Per gli alloggi mono-stanza
1 persona – 28 mq (comprensivi del bagno)
2 persone – 38 mq (comprensivi del bagno)

. Altezze minime
Gli alloggi dovranno avere una altezza minima di 2,70 m derogabili a 2,55 m per i comuni montabni e a 2,40 m per i corridoi, i bagni, i disimpegni ed i ripostigli.

. Aerazione
Soggiorno e cucina devono essere muniti di finestra apribile mentre i bagni dovranno essere dotati (se non finestrati) di impianto di aspirazione meccanica.

. Impianto di riscaldamento
Gli alloggi dovranno essere muniti di impianto di riscaldamento ove le condizioni climatiche lo rendano necessario.

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La dimostrazione del legame familiare

  • la certificazione attestante il rapporto familiare (seconda fase della procedura) può essere presentata direttamente in patria dal familiare con il quale ci si vuole ricongiungere. Tale certificazione va tradotta, legalizzata e validata dall’autorità consolare italiana del Paese di appartenenza e/o di provenienza dello straniero; Accertamenti sono disposti nel caso di dubbi rispetto al reale rapporto di parentela (esame del DNA a carico dell’interessato)

Quando il richiedente sia titolare dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria la sola mancanza di documentazione non può comportare il rigetto della domanda. Ai fini della certificazione del vincolo familiare potranno essere tenuti in considerazione elementi attendibili rilevati dalla rappresentanza consolare italiana.

Documentazione attestante il rapporto familiare

  • Certificato di stato famiglia in caso di ricongiungimento in favore del coniuge, al fine di dimostrare che non esiste altro coniuge sul territorio nazionale;
  • Certificato di matrimonio del genitore in caso di ricongiungimento con quest’ultimo, al fine di verificare l’eventuale presenza del congiunto sul territorio nazionale e l’assenza di un ulteriore vincolo matrimoniale dello stesso;

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dopo l’inoltro della domanda

Una volta inoltrata la domanda tramite procedura telematica, il sistema inoltra un avviso di avvenuta ricezione della domanda con data ed ora di accettazione.
Il sistema provvederà successivamente a convocare tramite comunicazione scritta il richiedente per la consegna in duplice copia della documentazione attestante il possesso dei requisiti.
Solo nel caso in cui la documentazione presentata sia completa, ne verrà consegnata una copia contrassegnata da cui risulterà la data di presentazione della domanda e della relativa documentazione.
Da questo momento decorrono i termini di 180 giorni previsti dalla normativa per la definizione della pratica ed il rilascio del nulla osta.

L’ufficio, acquisito dalla questura il parere sull’insussistenza di motivi ostativi all’ingresso del familiare per cui si chiede il ricongiungimento nel territorio nazionale e verificata l’esistenza dei requisiti, rilascia il nulla osta, oppure emette un provvedimento di diniego dello stesso. Contro il diniego del nulla-osta è possibile fare ricorso presso il Tribunale Ordinario del luogo di residenza.

In caso di segnalazioni SIS la Questura emette un parere favorevole provvisorio.

Lo Sportello Unico comunicherà all’istante la presenza di una segnalazione SIS.

Sarà cura dello Straniero informare il familiare che dovrà recarsi presso la rappresentanza consolare per l’accertamento dell’identità e dei legami familiare dello stesso. La rappresentanza diplomatica comunicherà con la Questura che provvederà alla cancellazione della segnalazione SIS.

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Il rilascio del visto

Il cittadino straniero deve presentare i documenti che provano il rapporto di parentela presso il Consolato italiano del proprio paese di residenza. Al Consolato verranno effettuati gli accertamenti necessari. Se la verifica ha esito positivo il Consolato o l’Ambasciata rilasciano entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta il visto per ricongiungimento nei confronti del familiare per cui è stato rilasciato il nulla osta.

Il rilascio del visto nei confronti del familiare per il quale è stato rilasciato il predetto nulla osta è subordinato all’effettivo accertamento dell’autenticità, da parte dell’autorità consolare italiana, della documentazione comprovante i presupposti di parentela, coniugio, minore età o stato di salute.

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Ingresso in Italia

Entro 48 ore dall’ingresso in Italia del familiare autorizzato al ricongiungimento, il familiare ospitante deve presentare la dichiarazione di Cessione fabbricato all’Ufficio competente e tenerne copia.

Entro 8 giorni dall’ingresso deve poi comunicare allo Sportello Unico per l’immigrazione, presso la Prefettura competente, l’arrivo del familiare ed attendere la convocazione per ritirare la documentazione necessaria alla richiesta del permesso di soggiorno per motivi di famiglia, o del Pds UE di lungo periodo, con cui si recherà presso un ufficio postale per inoltrare la documentazione, formalizzando la richiesta di permesso di soggiorno per motivi di famiglia o di lungo periodo.

NB: in alcune città l’attesa per l’appuntamento in Prefettura è di circa 4-6 mesi durante i quali l’interessato non ha accesso a nessun servizio o prestazione poiché non ha ancora potuto richiedere il permesso di soggiorno.

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Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia

Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia viene rilasciato per una durata pari a quella del permesso del familiare che ha richiesto il ricongiungimento familiare.

Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia consente l’accesso ai servizi assistenziali, l’iscrizione a corsi di studio o di formazione professionale, consente di svolgere attività lavorativa subordinata o autonoma e qualora l’interessato lo richieda può essere convertito in permesso per motivi di lavoro se sussistono i requisiti per il rilascio dello stesso.

I figli minori di quattordici anni sono iscritti nel permesso del genitore.

Al compimento del quattordici anni viene rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia 14-18.

Al compimento della maggiore età, al figlio che ancora risulti a carico dei genitori, qualora ne sussistano i requisiti, può essere rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia della durata del permesso del genitore di cui è a carico. Questo perchè sussiste un obbligo di mantenimento del figlio fin quando il giovane non abbia raggiunto una propria indipendenza economica ed una appropriata collocazione nel contesto sociale.

Nel caso in cui il cittadino straniero che abbia richiesto il ricongiungimento familiare sia in possesso di un Permesso di Soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo le Questure normalmente rilasciano ai familiari che abbiano fatto ingresso in Italia per ricongiungimento, un normale permesso di soggiorno per motivi familiari. E’ possibile, secondo la prassi seguita da alcune questure, dopo l’inoltro dell’istanza di rilascio del permesso di soggiorno, procedere all’iscrizione anagrafica ed al rilascio del certificato di carichi pendenti e del casellario giudiziale. Con tale documentazione sarà quindi possibile richiedere il rilascio di un Permesso di Soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo anche per i familiari ricongiunti, senza inoltrare una nuova domanda.

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Coesione familiare

La coesione familiare con un cittadino straniero avviene quando il parente si trova in Italia. Presuppone i medesimi requisiti di parentela, reddito e alloggio previsti per il ricongiungimento, con l’onere aggiuntivo di presentare in Italia i documenti attestanti il legame di parentela in virtù del quale si chiede la coesione, documenti che devono essere tradotti e legalizzati presso l’autorità consolare italiana nel proprio paese di provenienza.

• i requisiti di parentela, reddito e alloggio sono i medesimi che vengono richiesti per il ricongiungimento familiare;
• mentre per il ricongiungimento familiare i documenti che dimostrano il legame di parentela si presentano, insieme al nulla osta al ricongiungimento, direttamente presso le autorità diplomatiche italiane del paese di provenienza del parente da ricongiungere, per la coesione è necessario che detti documenti vengano tradotti e legalizzati presso l’autorità consolare italiano nel paese di provenienza, spediti in Italia e presentati all’atto della richiesta della coesione familiare;
• mentre per il ricongiungimento familiare e per la coesione con cittadini italiani o comunitari, la domanda va presentata alla Questura attraverso una prenotazione presso il Cinformi o presso gli Sportelli periferici, per la coesione con cittadini stranieri è necessario utilizzare il meccanismo postale (con la dicitura “conversione”);
• il familiare che richiede la coesione deve disporre di un permesso di soggiorno italiano che non sia scaduto da più di un anno;
• in caso di matrimonio in Italia è necessario che il coniuge che richiede la coesione familiare sia già titolare di un permesso di soggiorno della durata di almeno un anno;

• se si convive con un parente italiano entro il II grado, si può richiedere la coesione familiare con cittadino italiano: servono solo una autocertificazione di convivenza da parte dell’italiano e il certificato, tradotto e legalizzato presso il consolato italiano del paese di provenienza, che dimostrino il legame di parentela;

La legge 94/2009 ha modificato l’art. 19, c. 2, lettera c) D.lgs. n. 286/98 restringendo il divieto di espulsione ai soli parenti di cittadini italiani entro il secondo grado – e non piu’ entro il quarto – se conviventi.
Ciò significa che mentre il genitore o il fratello (familiari di secondo grado) di un cittadino italiano che convivano con questo potranno continuare a ottenere un permesso ex art. 19, c. 2, lett. c), tale norma non potrà più essere invocata, ad esempio, dai cugini del cittadino italiano: questi ultimi, infatti, sono familiari di quarto grado.

Condizioni di non espellibilita’:

- non e’ espellibile, salvo il caso di gravi rischi per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato, lo straniero che rientri in una delle seguenti categorie:
a) titolare di carta di soggiorno
b) familiare (o tutore, o affidatario) ricongiungibile di cittadino italiano o comunitario o di cittadino straniero titolare di carta di soggiorno
c) straniero che necessiti di cure urgenti
d) cittadina straniera incinta o che abbia partorito da meno di sei mesi
e) richiedente asilo sulla base di presupposti non manifestamente infondati
f) straniero che decida di collaborare con la giustizia;
– la condizione di inespellibilita’ permane finche’ permangono i requisiti.

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