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Cubani in Italia

Distribuzione per regione negli ultimi anni

Stranieri residenti con cittadinanza cubana al 1° gennaio di ogni anno.

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Regione 2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009
Abruzzo 595 586 524 492 495 442 411
Basilicata 95 90 73 71 60 53 61
Calabria 218 202 183 173 187 171 162
Campania 1.029 958 816 722 830 786 724
Emilia-Romagna 2.119 2.095 1.957 1.859 1.977 1.844 1.737
Friuli Venezia Giulia 382 371 343 332 323 309 278
Lazio 2.581 2.392 1.934 1.742 2.199 1.991 1.866
Liguria 614 607 553 508 538 486 463
Lombardia 4.389 4.256 4.022 3.732 4.115 3.972 3.753
Marche 809 759 729 698 743 680 654
Molise 46 50 40 44 45 41 30
Piemonte 1.726 1.689 1.539 1.430 1.560 1.485 1.395
Puglia 516 503 454 402 463 442 404
Sardegna 339 313 258 262 276 243 225
Sicilia 520 482 442 409 454 432 406
Toscana 1.637 1.599 1.495 1.402 1.513 1.447 1.384
Trentino-Alto Adige 439 415 408 389 404 387 354
Umbria 308 307 280 272 284 251 235
Valle d’Aosta 76 80 77 69 65 62 61
Veneto 1.561 1.562 1.411 1.342 1.416 1.354 1.280
Totale ITALIA 19.999 19.316 17.538 16.350 17.947 16.878 15.883

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La storia di Cuba

La Cuba pre-colombiana era abitata dagli Indios Guanajatabey, Siboney e Taino

27/10/1492
Cristoforo Colombo sbarca sull’Isola, le viene data il nome di JUANA in onore del figlio del Re di Spagna. Gli indigeni la chiamavano Cuba
1510
Diego Velazquez de Cuellar inizia la conquista dell’Isola incaricato dal Viceré di Spagna, Diego Colombo, figlio di Cristoforo Colombo
1511
Gli indigeni si ribellano guidati dall’indio Hatuey. La rivolta fu repressa nel sangue e Hatuey bruciato vivo
1512
La prima città di Cuba viene fondata: BARACOA
1513
Viene fondata San Salvador (Bayamo)
1514
Vengono fondate San Cristobal (La Habana), Santissima Trinidad (Trinidad) e Sancti Spiritus
1515
Santiago de Cuba e Santa Maria del Puerto del Principe (Camaguey)

Decimata la popolazione indigena difesa dal frate Bartolomé de Las Casas
Inizia la tratta degli schiavi dalle coste occidentali dell’Africa
Cuba utilizzata come base logistica per la conquista delle americhe da parte dei Conquistadores spagnoli. Il primo conquistador che si lanciò alla conquista delle americhe fù Hernan Cortez

1550-1700
I Pirati e i Corsari attaccano a più riprese La Habana e il suo porto da dove salpavano le navi che trasportavano i tesori del nuovo mondo verso la Spagna. Le scorrerie dei bucanieri, dei filibustieri e dei corsari francesi, inglesi e olandesi si fecero sempre più frequenti. Nel frattempo Cuba fortificava i suoi porti
1555
La Habana saccheggiata dai corsari francesi di Jacques de Sores
1762
Assedio e occupazione inglese guidata da George Pocock e Lord Alberarle. La Habana Rimase occupata per circa un anno. In quel periodo crebbe la tratta degli schiavi impiegati nelle piantagioni di canna da zucchero impiantate dagli spagnoli nel 1600
1763
Con il trattato di Parigi La Habana torna alla Spagna in cambio della Florida
1790-1868
Cuba è governata con poteri dittatoriali dai governatori spagnoli che contrastavano la nascita di una identità nazionale promossa dagli intellettuali creoli José Maria de Heredia, Felix Varela e Cirilo Villaverde

In questi anni Cuba si afferma per la produzione della canna da zucchero esportata in Europa e nelle Americhe. Intorno al 1830 la metà della popolazione cubana era costituita dagli schiavi

10/10/1868
Carlos Manuel de Cespedes, proprietario terriero liberò tutti i suoi schiavi e diede inizio all’insurrezione contro la Spagna, conquistarono Bayamo e Cespedes fu eletto presidente della repubblica. Gli spagnoli reagirono e inizio la guerra dei dieci anni che si concluse nel 1878 con il patto di Zanjon che segnò la resa dei ribelli. Il generale Antonio Maceo non si arrese e fu costretto all’esilio.

1880
La tratta degli schiavi è proibita
1886
Abolita la schiavitù
1892
Dall’esilio statunitense José Martì fonda il Partido Revolucionario Cubano
24/02/1895
Riprende la guerra contro gli spagnoli guidata da José Martì, dal dominicano Maximo Gomez e da Antonio Maceo
19/05/1895
José Martì muore in combattimento
La guerra si estese lungo tutta l’isola. I rinforzi inviati dagli spagnoli guidati dal generale Valeriano Weyler non furono efficaci
7/12/1896
Muore Antonio Maceo in combattimento
15/02/1898
L’incrociatore americano Maine entra nella baia de La Habana ufficialmente per tutelare i cittadini e le proprietà americane. L’incrociatore esplose e morirono 250 Marines
3/07/1898
Dopo aver accusato gli spagnoli dell’esplosione dell’incrociatore la flotta statunitense attacca gli spagnoli, già profondamente indeboliti dai ribelli, e la sconfigge
10/12/1898
Con il Trattato di pace di Parigi la Spagna perde il dominio coloniale su Cuba e inizia il controllo degli Stati Uniti
1/01/1899
L’ultimo governatore spagnolo consegna le chiavi de La Habana al generale statunitense John Brooke
02/1901
I delegati dell’Assemblea costituente approvano la Costituzione Cubana ma vengono costretti a introdurre l’Emendamento Platt del senatore statunitense Orville Platt che sancisce il diritto degli Stati Unitia a intervenire a Cuba, di supervisionare gli accordi commerciali e di costruire basi navali sul territorio cubano tra le quali Guantanamo, nei pressi di Santiago de Cuba, che attualmente occupa ancora il territorio cubano
1901-1925
Si succedono diversi Presidenti, espressioni dell’ingerenza statunitense
1925
Viene fondato il Partito Comunista Cubano guidato da Julio Antonio Mella. Arrestato e poi esiliato in Messico
1925
Gerardo Machado viene eletto Presidente della Repubblica
10/01/1929
Julio Antonio Mella viene assassinato da sicari del Presidente
1925-1933
Machado governa con crudeltà il proprio paese
12/08/1933
La crisi economica, un lungo sciopero e la defezione dell’Esercito costringono Machado alla fuga nelle Bahamas non prima di aver ripulito le casse d’oro del paese
01/1934
Si affaccia sulla scena politica il sergente dell’esercito cubano Fulgencio Batista che controlla il potere alternando presidenti fantoccio alla guida del paese
1934-1940
Abrogazione dell’emendamento Platt, viene dato il voto alle donne e istituita la giornata lavorativa di 8 ore
1940-1944
Fulgencio Batista diventa Presidente della Repubblica, supportato dagli Stati Uniti
10/03/1952
In previsione delle elezioni Fulgencio Battista realizza un Colpo di Stato con il beneplacito degli Stati Uniti. Il paese subisce una repressione violentissima e Batista si dimostra essere un dittatore violento e spregiudicato. L’Ateneo dell’Habana viene chiuso e Fidel Castro, dirigente studentesco denuncia l’illeggittimità del nuovo governo. La sua denuncia non portò alcun risultato. Il paese intanto vede svenduto agli Stati Uniti importanti settori della economia, Batista trasforma Cuba in una “Isola del Piacere” e patria della malavita statunitense
26/07/1953
Dia de la Rebeldia Nacional
Castro, insieme ad altri ribelli, attacca il quartiere Moncada a Santiago de Cuba.
L’operazione fallisce e Castro viene condannato a 15 anni di prigione
15/05/1955
Castro viene amnistiato ed esiliato in Messico
1956
Fidel Castro, nel suo esilio messicano, incontra Ernesto Guevara detto “El Che”
02/12/1956
Castro, Che Guevara ed altri 81 rivoluzionari salpano dal Messico a bordo di uno Yacht, il Granma, e sbarcano presso Playa Las Coloradas. Intercettati dalla marina e mitragliati dagli aerei i superstiti si rifugiarono tra le montagne della Sierra Maestra
1957
Inizia la guerriglia alla quale aderiscono larghe fette di popolazione
24/02/1958
Nasce Radio Rebelde
Che Guevara e Camilo Cienfuegos partono da oriente per la conquista dell’Isola
31/12/1958
Santa Clara viene conquistata dai rivoluzionari. Fulgencio Batista fugge a Santo Domingo in Repubblica Domenicana
01/01/1959
Dia de la Liberacion / Capodanno
Che Guevara e Camilo Cienfuegos entrano a La Habana. Fidel Castro entra vittorioso a Santiago de Cuba
08/01/1959
Castro entra trionfalmente a La Habana
Fidel Castro diventa Primo Ministro. Che Guevara Ministro dell’Industria e Presidente della Banca Nazionale
1960
Si pose fine al latifondismo. Iniziano le ostilità con gli Stati Uniti
10/1960
Gli Stati Uniti mettono in atto un boicottaggio economico bloccando l’importazione di petrolio nell’isola
03/01/1961
Le relazioni diplomatiche con gli stati Uniti vengono rotte
17/04/1961
Un gruppo di esuli cubani e mercenari al soldo della CIA sbarcano a Playa Giron nella Baia dei Porci. L’attacco viene respinto
25/04/1961
John Fitzgerlad Kennedy decreta l’Embargo nei confronti di Cuba. All’embargo partecipano altri stati americani, tranne il Messico ed il Canada
1962
Con degli aerei a rilevazione fotografica gli Stati Uniti scoprono delle postazioni missilistiche nucleari russe in territorio cubano. Scoppia la crisi dei Missili
Kennedy decreta il blocco navale militare intorno l’Isola resistendo alle pressioni dei militari che chiedevano di attaccare l’isola e invaderla
Il mondo rischiava la guerra nucleare
Dopo 13 giorni il Premier sovietico Nikita Krusciov ordina il ritiro dei missili nucleari da Cuba
La crisi è risolta
1965
Il Partito Comunista Cubano è l’unico partito ammesso
1967
Che Guevara muore in un agguato in Bolivia
1975
Primo Congresso del Partito Comunista Cubano
1980
Esodo di 125.000 cubani dal porticciolo di Mariel, vicino La Habana
1989
Crolla il Muro di Berlino. Il blocco sovietico si sfalda e Cuba perde il proprio referente economico
1990
Inizia il “Periodo Especial” che impone un programma di austerità economica al paese: stipendi ribassati, generi alimentari razionati, mezzi di trasporto ridotti, sospensioni programmate dell’energia elettrica, riduzione delle importazioni, etc.
1991
L’Unione Sovietica ritira i propri militari da Cuba
1991
Cuba presenta alla stampa specializzata internazionale le proprie strutture turistiche
1996
Gli Stati Uniti inaspriscono l’embargo nei confronti di Cuba con la legge Helms-Burton che decreta contromisure economiche nei confronti dei paesi che commercializzano con Cuba
11/1996
Fidel Castro viene in visita alla Città del Vaticano ed al Papa Giovanni Paolo II
1997
Il Dollaro viene legalizzato e viene incentivato l’investimento straniero sull’Isola
1998
Papa Giovanni Paolo II si reca in visita a Cuba
1999
Normate alcune iniziative private dei cubani: Mercati Campesinos e Case particular
2000
Cuba raggiunge 1.800.000 turisti l’anno
2001
Forte impulso all’industria turistica

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Breve storia della Rivoluzione Cubana

Il Movimento 26 Luglio, fondato e diretto da Fidel Castro. Esso si era formato a partire dal Partito ortodosso che rappresentava la piccola borghesia radicale, nazionalista, antimperialista ed aveva polarizzato anche settori popolari nella lotta contro la dittatura e l’imperialismo.

Questo movimento non si ispira quindi alla tradizione comunista, ma al pensiero umanista, libertario, antimperialista di Josè Martì. Non sorge come partito classista, ma come un fronte nazionalista e antimperialista che annovera forze diverse, con una marcata preoccupazione unitaria.

All’interno del movimento prevale la scelta della lotta armata, che crea il suo strumento nell’esercito ribelle.

Il direttorio Rivoluzionario 13 Marzo, particolarmente forte nei settori studenteschi. Con esso, il Movimento 26 Luglio lancia un manifesto congiunto prima dello sbarco del Granma. Nella sua dialettica intera finisce col prevalere la linea della lotta armata dell’esercito ribelle.
Il Partito Socialista Popolare, comunista, di obbedienza sovietica, che fino a pochi mesi prima della vittoria aveva guardato con sospetto il movimento “piccolo borghese” di Fidel Castro. Dopo la presa del potere, Castro considera prioritaria l’unificazione di queste organizzazioni. Per lui una delle lezioni più importanti della storia cubana e in particolare di Josè Martì è appunto questa: la disunione dei rivoluzionari ha fatto fallire molte battaglie; solo l’unità delle forze rivoluzionarie garantisce il loro successo.

L’unificazione viene facilitata dal fatto che le varie componenti organizzate dal movimento rivoluzionario finiscono per riconoscere il ruolo dirigente di Castro. Particolarmente significativa al riguardo la decisione di Blas Roca, Segretario Generale del Partito Socialista Popolare, di sciogliere il partito e di riconoscere Fidel Castro, come leader di tutto il movimento. Decisione indubbiamente eccezionale nella storia dei partiti comunisti. Per parte sua, Castro dopo la vittoria dichiara di non appartenere più al Movimento 26 Luglio, ma al più ampio movimento rivoluzionario.

Il processo di unificazione così innescato passa attraverso varie tappe:
La direzione rivoluzionaria decide di creare una nuova organizzazione unitaria, costituita da quadri selezionati e legati alle masse, denominata ORI (Organizzazioni Rivoluzionarie Integrate). La realizzazione del progetto viene affidata al Partito Socialista Popolare (PSP), data la sua esperienza organizzativa e il prestigio di cui gode fra le masse. Segretario della ORI viene nominato Anibal Escalante, dirigente del PSP. Ma poco tempo dopo esplode un conflitto che mette in luce la difficoltà di unificare tendenze così diverse: Escalante cerca infatti di imporre alla nuova organizzazione la linea del PSP, affidando i posti chiave a militanti di quel partito. Il 26 Marzo 1962 Escalante ed i suoi quadri vengono attaccati pubblicamente da Fidel Castro, che li accusa di settarismo e di distanza dalle masse. E’ la prima “rettifica”. La ORI viene sciolta.

Nello stesso anno 1962 prende avvio un nuovo sforzo di riunificazione e si crea il PURS (Partito Unito della Rivoluzione Socialista). Esso si distingue dalla ORI per l’esplicita professione di socialismo, che è una reazione della rivoluzione all’invasione di Playa Giròn; e soprattutto per la preoccupazione di vicinanza alle masse (s’introduce allora la prassi che i candidati al patito siano selezionati dai compagni di lavoro).

Il 3 Ottobre 1965 nasce il Partito Comunista di Cuba e si considera superata la distinzione fra le componenti. Però l’unità giuridica e organizzativa non può sopprimere le diversità, anzi il contrasto fra le matrici culturali, che rimane presente attraverso la storia cubana e ne marca le varie fasi.

La matrice umanistica e popolare sarà costantemente alimentata dalla tradizione autoctona, quella economicista ed autoritaria, dall’influsso sovietico.

BREVE STORIA DELLA RIVOLUZIONE CUBANA

Con l’assalto alla caserma Moncada, Cuba si prepara a voltare pagina

…Intanto un giovane avvocato, già noto come leader studentesco, e poi come militante del Partito ortodosso, indignato per la corruzione dei governi e la trasformazione della politica in uno scontro di bande armate, va assumendo nel suo partito una posizione sempre più radicale. All’epoca del golpe è ormai ai margini del Partito ortodosso e subito dopo presenta alla Corte costituzionale una denuncia contro Batista, accusandolo di aver affossato proditoriamente la Costituzione. Non spera certo che la Corte processi e condanni il golpista, ma intende far capire a tutti che l’epoca della battaglia politica pacifica è definitivamente chiusa. Ha 26 anni, grinta e grande carisma. Il suo nome è Fidel Castro.

Attorno a lui comincia a raggrupparsi un nucleo di giovani della sinistra ortodossa oppure senza partito, uniti dall’indignazione e dalla protesta contro la corruzione, la repressione e il golpe di Batista. Proprio nel 1953 cade il centenario della nascita di Josè Martì. Fidel Castro e i suoi seguaci ne raccolgono la bandiera e il nucleo della “generazione del centenario” comincia a preparare la lotta armata contro Batista. Castro, con il gruppo dirigente del movimento, decide di attaccare la grande caserma Moncada di Santiago de Cuba, che dopo la Columbia a L’Avana è la più importante del paese. La data scelta è il 26 luglio: il 25, infatti, sarebbe iniziato il carnevale di Santiago, popolarissimo in tutta l ‘isola; non avrebbero quindi destato sospetti i giovani giunti in città per partecipare all’assalto; inoltre, molti degli ufficiali e dei soldati del Moncada sarebbero stati intontiti dalle ubriacature e dalle danze della sera prima. I giovani sono un centinaio, a malapena addestrati; le armi sono poche. Nella caserma ci sono mille militari armati di tutto punto: il fattore sorpresa dunque è fondamentale. Il piano consiste nel presentarsi al Moncada vestiti da soldati, entrare e catturare forte e armi. Fidel Castro conta che a quel punto la popolazione di Santiago, città rebelde siempre, insorga.

Una piccola fattoria presa in affitto a qualche chilometro dalla città, la Granjita Siboney, è il punto di riferimento e di raccolta delle armi. All’alba del 26 un commando guidato da Abel Santamaria, prende posizione nell’ospedale adiacente, da cui si può sparare nella caserma, e un altro, guidato da Raul Castro, si installa sul tetto del tribunale che domina il cortile del Moncada. Ma le cose non vanno come dovrebbero: alcune vetture cariche di combattenti sbagliano strada. Poi la colonna principale giunge davanti al portone contemporaneamente a un gruppo di militari. Fidel e i suoi sono costretti a sparare prima del tempo: viene meno quindi, l’elemento sorpresa. A quel punto, il numero, la potenza di fuoco e l’addestramento dei militari costringono alla fuga i ribelli. Nel gruppo che viene catturato ci sono anche due donne: Haidèe Santamaria e Melba Hernàndez. Perchè Haidèe si decida a parlare, i soldati le mostrano gli occhi del fratello Abel e i testicoli del fidanzato Boris Santa Coloma. La ragazza non parla, ma molte decine di combattenti vengono catturati a Santiago e nei dintorni, torturati e uccisi. Alla fine i morti sono più di 70 e di questi solo 6 sono caduti in battaglia, anche se la versione ufficiale parla solo di caduti nello scontro a fuoco.

Fidel Castro e pochi altri vengono catturati qualche giorno dopo, quando ormai l’opinione pubblica rifiuta di accogliere la versione dei militari,e questo salva loro la vita. Il Partito Comunista condanna duramente quell’assalto come atto di provocazione; del resto Fidel, anche se legge Lenin, non è certo comunista e l’episodio Moncada rappresenta piuttosto un nuovo modo di lottare a Cuba e in America Latina. E’ la scelta della lotta armata e soprattutto dell’offensiva rivoluzionaria mentre fino a quel momento le sinistre hanno portato avanti una pratica politica assolutamente difensiva. Il Moncada ha dimostrato che c’è un gruppo a Cuba capace di compiere un’audace e complessa azione militare senza che la polizia di Batista, considerata inattaccabile e quasi onnipotente, sospetti nulla. Fidel e i suoi compagni vengono processati a Santiago e condannati a diversi anni di prigione da scontarsi nel Presidio modelo di Isla de Pinos, oggi Isla de la Juventud.

Durante il processo Fidel pronuncia un’autodifesa che diventa il manifesto della rivoluzione cubana. Per cinque ore, davanti alla corte, denuncia i mali di Cuba: analfabetismo, disoccupazione, gioco, prostituzione, presenza schiacciante del capitale statunitense, sfruttamento sfrenato del popolo cubano. Accusa Batista di aver assassinato i prigionieri del Moncada e conclude con una provocazione “Condannatemi pure, la storia mi assolverà”. Prigioniero, in isolamento, Fidel studia e riorganizza il movimento. Riesce a mantenere i contatti con i pochi militanti rimasti liberi e dar loro le linee di una mobilitazione politica di massa, che ha come parola d’ordine unitaria la richiesta di amnistia. Intanto Batista sembra di nuovo inattaccabile: ha imposto nuove restrizioni alla stampa; ha messo fuori legge il Partito Socialista Popolare. Alle elezioni del 1954 vince praticamente senza opposizione. Ma sotto la calma apparente continuano a covare la ribellione e l’opposizione, che proprio nella richiesta di amnistia trovano una base concreta e unitaria di movimento. Nel giro di pochi mesi la protesta cresce, le manifestazioni si moltiplicano, le forze politiche e sociali premono sempre con maggior forza. E nell’aprile del ’55 Batista concede l’amnistia, in parte costretto dall’opinione pubblica, in parte convinto che questo toglierà un’arma politica dalle mani dell’opposizione. Il 15 maggio Fidel e i suoi compagni vengono rilasciati.

L’avventura del Granma e la rivolta di Santiago

Poco dopo Fidel va in esilio in Messico. Attorno a lui si ricostituisce il gruppo della generazione del centenario che prende dalla data del Moncada il nome di Movimiento 26 de Julio. A Cuba rimangono altri dirigenti e militanti per preparare la Rivoluzione, mentre l’opposizione borghese a Batista, guidata dal vecchio don Cosmè de la Torriente, cerca invano una soluzione politica alla situazione via via più insostenibile del paese.

In Messico, intanto, pur tra grandi difficoltà, Fidel Castro e i suoi si addestrano sotto la guida di un ex combattente della guerra di Spagna, Bayo. Presto si unisce a loro un giovane medico argentino Ernesto “Che” Guevara che ha viaggiato in tutta l’America Latina e che nel 1954 si era trovato in Guatemala quando le truppe armate dagli Stati Uniti avevano abbattuto il governo legittimo del maggiore Arbenz. Questa esperienza ha radicalizzato il pensiero di Guevara e la sua opposizione all’ingerenza degli Usa negli affari interni dei paesi latinoamericani.

Castro acquista da una coppia statunitense lo yacht Granma per attraversare il tratto di mare lo separa da Cuba. Frattanto lo raggiunge in Messico Frank Paìs, il capo del Movimiento 26 de Julio a Cuba. Il giovane riceve l’ordine di preparare una insurrezione armata contemporanea all’approdo del Granma, in modo da distogliere l’attenzione dell’esercito dallo sbarco. Insieme a lui operano a Santiago Haidèe Santamaria, Cèlia Sanchez, Lester Rodriguez, Vilma Espin.

Il 30 novembre del 1956 Santiago insorge e per lunghe ore i rivoluzionari tengono in pugno la città, ma per un errore di rotta il Granma arriva in vista delle coste cubane due giorni dopo, il 2 dicembre, e non approda a Niquero, come convenuto, ma alla spiaggia di Las Coloradas. La rivolta di Santiago è già stata spenta nel sangue e una nave da guerra ha avvistato lo yacht. Gli 82 rivoluzionari sbarcano mentre l’aviazione comincia a mitragliare la zona, e camminano ininterrottamente per tre giorni verso oriente. Il 5 dicembre durante una sosta ai margini di un grande canneto ad Alegria del Pìo, vengono sorpresi dall’esercito. I morti e i prigionieri sono una settantina; i pochi sopravvissuti fuggono verso la montagna. Tra loro c’è Camilo Cienfuegos. Alcuni contadini, tra i quali Guillermo Garcìa, che diventerà uno dei comandanti della rivoluzione, soccorrono Fidel e i suoi compagni, li rifocillano e li nascondono nei loro bohìos. Quando tutti i sopravvissuti riescono a riunirsi, sono passati due settimane dallo sbarco.

La guerriglia sulla Sierra Maestra

Così, senza che tutte le condizioni oggettive gli siano favorevoli e con una forte componente di utopia, Castro comincia la guerra. Batista annuncia che Fidel è morto in combattimento. La notte tra il 17 e 18 gennaio 1957, a La Plata, i ribelli attaccano di sorpresa la piccola caserma dell’esercito: è il loro primo successo.

Per dimostrare al mondo di essere vivo e in armi, Fidel invita sulla Sierra Maestra Herbert Matthews, un famoso giornalista del “New York Times” che a metà febbraio lo raggiunge e visita il suo accampamento. Quando il giornale pubblica il primo servizio sulla guerriglia castrista, l’impatto psicologico e politico a Cuba e negli Usa è grandissimo. Il Ministro della Difesa cubano dichiara che è assolutamente impossibile che l’inviato abbia potuto arrivare sulla Sierra sfuggendo ai controlli dell’esercito, e che in ogni caso Fidel è morto. Il giorno dopo Matthews, pubblica le foto che lo ritraggono in montagna con Castro. Inizia un periodo di ripetute e difficili battaglie sulla Sierra Maestra, affiancate da iniziative politiche per conquistare i contadini. “La lotta sulla Sierra -dirà dopo Guevara- ci aveva cambiato e ci mise a diretto contatto con una realtà di cui prima parlavamo solo dal punto di vista teorico”. Quando i campesinos cominciano a vedere nei guerriglieri gli alleati contro un loro nemico storico, la guardia rurale, la rivoluzione conquista uno degli elementi centrali che lo porteranno alla vittoria.

Intanto nelle città si moltiplicano le attività di sabotaggio e le mobilitazioni politiche, che vedono protagoniste forze diverse. Il 13 marzo il Directorio Estudiantil, un gruppo politico di ispirazione cattolica, decide di assaltare il palazzo presidenziale e di uccidere Batista. Un altro gruppo, guidato da Echevarrìa, si prepara a prendere la stazione di Radio Reloj per diffondere un proclama alla nazione. I giovani riescono ad entrare nel palazzo e a uccidere diverse guardie, ma Batista si rifugia all’ultimo piano e blocca l’ascensore, che è l’unica via di accesso. Mentre Echevarrìa lancia il suo proclama da Radio Reloj, dall’alto del palazzo Batista dirige il contrattacco e gran parte dei giovani, tra cui lo stesso Echevarrìa, vengono uccisi o catturati.

Nel maggio il Brac (il corpo speciale di polizia destinato alla repressione dei comunisti) accentua la persecuzione contro il Psp, che si è avvicinato notevolmente alla linea di Fidel Castro. Del resto suo fratello Raul è stato, fino al Moncada, membro della gioventù comunista e altri dirigenti del Psp hanno rapporti con il Movimento 26 de Julio.

Il 30 luglio a Santiago il capo della polizia d’Oriente Salas Canizares tende un agguato a Frank Paìs e lo uccide per strada. Il giorno dopo, i suoi funerali diventano una gigantesca manifestazione pubblica di opposizione a Batista. Migliaia di donne in lutto scendono in piazza e accolgono il casuale arrivo del nuovo ambasciatore statunitense Earl Smith al grido di “libertad”. La repressione è così dura che persino Smith ha parole di sdegno.

Mentre sulla Sierra la guerriglia si rafforza, il 6 settembre a Cienfuegos buona parte della Marina da guerra cubana si ribella. I marinai in rivolta conquistano il porto e la città fino a quando dall’Avana giungono aerei B26 statunitensi e colonne dell’esercito. E’ una strage.

L’ultimo anno di guerra e la fuga di Batista

La guerriglia si è ormai installata saldamente sulla Sierra e combatte con crescente capacità d’azione; conquista armi all’esercito, lo sfianca, gli toglie forza e fiducia e continua ad accrescere il numero dei propri militanti. Sono moltissimi i contadini che si arruolano volontari. Il 24 febbraio comincia a trasmettere Radio Rebelde che presto viene ascoltata in tutta l’isola. Lo sciopero generale indetto per il 9 aprile fallisce e allora si moltiplica lo sforzo organizzativo e si adotta una linea politica di maggior collegamento con i lavoratori delle città, mentre a maggio Batista sferra sulla Sierra la più importante controffensiva della guerra. L’operazione Verano (estate) mette in campo migliaia di uomini, l’aviazione, la marina, l’artiglieria. Fidel usa la tattica di raggruppare i suoi uomini e di lanciare attacchi improvvisi e di tendere continue imboscate specialmente contro le avanguardie dell’esercito. All’inizio di luglio l’esercito si sfalda e si ritira dalla Sierra; alti ufficiali, come il maggiore Quevedo, passano ai ribelli.

Matura per Castro la possibilità di scendere dalle montagne e invadere l’Occidente. Sul piano politico l’adesione dei contadini diventa quasi totale quando si propone la riforma agraria. Raul Castro organizza il Congresso contadino in armi. “Perché sia una rivoluzione vera deve cominciare dalla riforma agraria” si dice in America Latina e Fidel Castro comincia ancor prima di avere vinto.

L’invasione ad Occidente è una campagna dura ma rapida. Nonostante l’appoggio politico-militare e il continuo flusso di armi dagli Stati Uniti, a metà ottobre Che Guevara e Camilo Cienfuegos si trovano già con le loro colonne nella provincia di Las Villas, mentre Raul Castro, Fidel e Almeida controllano quasi tutto l’Oriente. La battaglia finale è combattuta da Guevara. Il regime ha affidato le sue ultime speranze a un treno blindato che dovrebbe difendere Santa Clara. Ma il Che riesce a farlo deragliare: i 350 soldati che trasporta si arrendono. E’ il 29 dicembre. Due giorni dopo, la notte di capodanno, Batista fugge in aereo con i suoi collaboratori più stretti e Cuba esce in festa per le strade: la rivoluzione ha vinto.

FOTO DELLA REVOLUCION CUBANA

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FOTO INEDITE DEL CHE

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LA LETTERA AUTOGRAFA DI ADDIO DEL CHE

Pag.1L’Avana,
Anno dell’agricoltura [31 marzo 1965]

Fidel,

mi ricordo in questa ora di molte cose, di quando ti conobbi in casa di Maria Antonia, di quando mi proponesti di venire, di tutta la tensione dei preparativi.

Un giorno passarono a chiedere chi si doveva avvisare in caso di morte e la possibilità reale del fatto ci colpì tutti. Poi scoprimmo che era vero, che in una rivoluzione si vince o si muore (se è vera). Molti compagni sono caduti lungo il cammino verso la vittoria.

Oggi tutto ha un tono meno drammatico perché siamo più maturi, ma il fatto si ripete.

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Sento di aver compiuto la parte del mio dovere che mi legava alla rivoluzione cubana nel suo territorio, e mi congedo da te, dai compagni, dal tuo popolo, che ormai è il mio. Rinuncio formalmente ai miei incarichi nella direzione del partito, al mio posto di ministro, al mio grado di comandante, alla mia condizione di cubano. Nulla di legale mi unisce a Cuba, solo vincoli di altra natura, che non si possono rompere con le nomine.

Facendo un bilancio della mia vita passata, credo di aver lavorato con sufficiente lealtà e dedizione per consolidare il trionfo della rivoluzione. Il mio unico errore di una certa gravità è stato di non aver avuto maggiore fiducia in te fin dai primi momenti della Sierra Maestra e di non aver compreso

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con sufficiente rapidità le tue qualità di dirigente e rivoluzionario. Ho vissuto giorni meravigliosi e al a tuo fianco ho provato l’orgoglio di appartenere al nostro popolo nei giorni luminosi e tristi della crisi dei Caraibi. Poche volte come in quei giorni uno statista ha brillato tanto; e sono orgoglioso anche di averti seguito senza esitazioni, identificandomi con la tua maniera di pensare, di vedere e di valutare i pericoli e i princìpi. Altre terre del mondo reclamano il contributo dei miei modesti sforzi. Io posso fare ciò che a te è negato per le tue responsabilità alla direzione di Cuba, ed è giunta l’ora di lasciarci.

Si sappia che lo faccio con un

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misto di allegria e di dolore; qui lascio la parte più pura delle mie speranze di costruttore e i più cari tra i miei cari…e lascio un popolo che mi ha accolto come un figlio: ciò lacera una parte del mio spirito. Sui nuovi campi di battaglia porterò la fede che mi hai inculcato, lo spirito rivoluzionario del mio popolo, la sensazione di compiere il più sacro dei doveri: lottare contro l’imperialismo ovunque esso sia; ciò riconforta e cura ampiamente qualsiasi lacerazione.

Ripeto ancora una volta che libero Cuba da qualsiasi responsabilità, tranne quella che emana dal tuo esempio. Che se l’ora definitiva mi raggiungerà sotto altri cieli, il mio ultimo pensiero sarà per

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questo popolo e specialmente per te. Che ti ringrazio per i tuoi insegnamenti ed esempio e che cercherò di essere fedele sino alle estreme conseguenze dei miei atti. Che mi sono sempre identificato con la politica estera della nostra rivoluzione e che continuo a farlo. Che ovunque andrò, sentirò la responsabilità di essere un rivoluzionario cubano e come tale agirò. Che non lascio a miei figli e a mia moglie niente di materiale, ma ciò non mi preoccupa e mi rallegro che sia così. Che non chiedo nulla per loro, perché lo Stato darà loro quel che è sufficiente per vivere ed istruirsi.

Avrei molte cose da dire a te e al nostro popolo, ma sento che non sono necessarie: le parole non possono esprimere ciò che vorrei

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e non vale la pena di imbrattare altra carta.

Fino alla vittoria sempre.

Patria o Morte!

Ti abbraccia con tutto il fervore rivoluzionario.

Che

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Le Provincie di Cuba


Provincia di Pinar del Río       Provincia di Artemisa                    Provincia di L’Avana
Provincia di Mayabeque         Provincia di Matanzas                   Provincia di Cienfuegos
Provincia di Villa Clara            Provincia di Sancti Spíritus          Provincia di Ciego de Ávila
Provincia di Camagüey            Provincia di Las Tunas                  Provincia di Granma
Provincia di Holguín                Provincia di Santiago di Cuba      Provincia di Guantánamo
Isola della Gioventù

Storia delle province cubaneCUBA

La storia delle province cubane o, per meglio dire, delle divisioni amministrative cubane, inizia con la dominazione spagnola e il Vicereame della Nuova Spagna.

XVI secolo

Attorno al 1510 all’interno del Vicereame venne creato il Governatorato di Cuba, con capitale Santiago di Cuba, dipendente dalla Reale Udienza di Santo Domingo. Tra il 1512 e il 1515 furono fondate le prime città dell’isola: Baracoa, Bayamo, Trinidad, Sancti Spíritus, San Cristóbal de La Habana, Puerto Príncipe e Santiago.
Nel 1518 venne stabilita la prima diocesi cattolica a Baracoa, suffraganea della Diocesi di Siviglia, che nel 1522 venne trasferita a Santiago. Nel 1546 la Diocesi di Santo Domingo venne elevata ad Arcidiocesi e la Diocesi di Santiago di Cuba divenne sua suffraganea.
Nel 1957 la Provincia de La Florida fu annessa al Governatorato di Cuba.
Nel 1579 venne creata la Capitaneria Generale di Cuba all’interno dell’impero spagnolo.

XVII secolo

Nel 1607 Filippo III di Spagna, con una Real Cédula dell’8 ottobre, decise la divisione in due della Capitaneria:
Il Dipartimento Occidentale, con capoluogo L’Avana, ricomprendeva i territori delle attuali province di Matanzas, Cienfuefos e Villa Clara.
Il Dipartimento Orientale, subordinato al primo, aveva per capoluogo Santiago e comprendeva i territori delle attuali province di Baracoa, Bayamo, Camaguey e Santiago.
Stranamente le città di Trinidad e Sancti Spíritus, nella zona centrale, non furono incluse in nessun dipartimento fino al 1621, quando vennero incluse in quello Occidentale.

XVIII secolo

Durante il XVIII secolo si iniziarono a creare le giurisdizioni, che costituirono il primo tipo di divisioni amministrative cubane. Nel 1774 a Cuba esistevano 18 giurisdizioni.

XIX secolo

Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís, la Provincia de La Florida viene ceduta agli Stati Uniti.
Nel 1827 a Cuba esistevano 21 giurisdizioni. Il governo coloniale spagnolo decide di dividere la Capitaneria in tre departimenti amministrativi:
Occidentale, con capitale L’Avana e estesp fino alla giurisdizione di Colón, nell’attuale provincia di Matanzas;
Centrale con capitale politica a Trinidad e giuridica a Puerto Príncipe.
Orientale con capitale Santiago di Cuba.
Nel 1853 venne abolito il Dipartimento Centrale e le sue giurisdizioni incluse in quello Occidentale. Si era tornati, quindi, alla bipartizione dell’isola in Dipartimento Occidentale e Dipartimento orientale.
Nel 1861 il numero delle giurisdizioni aumentò a 32.
Evoluzione storica del numero delle suddivisioni primarie cubane. In evidenza la distribuzione dei municipi tra le varie province dal 1878 (quando vennero create) al 1970 (prima della nuova suddivisione in 14 province).
Nel 1878, conclusa la Guerra dei Dieci Anni il governo spagnolo divise Cuba in sei province politico-amministrative. Questa decisione, frutto del contenuto del Patto di Zanjón, adattava la divisione dell’isola a quella esistente nella Penisola Iberica e facilitava l’elezione dei deputati locali al Parlamento nazionale. Secondo il costume spagnolo dell’epoca, le province presero il nome dalle rispettive città capoluogo e, da occidente a oriente furono:

• Pinar del Río
• L’Avana
• Matanzas
• Santa Clara
• Puerto Príncipe
• Santiago

Ciascuna venne a sua volta suddivisa in municipios. Nel 1879 ne esistevano 110.
Nel 1895 scoppiò la Guerra di indipendenza cubana. Lo spagnolo Valeriano Weyler, Capitano Generale dell’isola, rispose alla sollevazione degli indipendentisti di José Martí con la politica repressiva di Reconcentración che aumentò la mortalità dei civili e incise negativamente sulla consistenza della popolazione, soprattutto nei piccoli centri.
Nel 1898, alla fine della Guerra ispano-americana, il Trattato di Parigi riconobbe a Cuba l’indipendenza dalla Spagna.

XX secolo

All’inizio del XX secolo, con l’intervento statunitense il numero di municipi, che nel 1899 era 132, venne ridotto a 82.
Tra il 1899 e il 1902 il nome della Provincia di Puerto Príncipe fu cambiato in Camagüey. Nel 1905 il Consiglio provinciale di Santiago di Cuba cambiò il nome della provincia omonima in Provincia de Oriente. La Costituzione cubana del 1940 modificò il nome della Provincia di Santa Clara in Las Villas.
Nel frattempo molti dei municipi eliminati furono ripristinati, cosicché il loro numero totale salì a 112 nel 1919 e a 126 nel 1943.

Le prime modifiche della rivoluzione

Nel 1959 la rivoluzione cubana abbatté il regime di Fulgencio Batista e portò al potere Fidel Castro.
Nei primi anni della rivoluzione, assieme alla riforma agraria il governo realizzò alcune modifiche all’organizzazione territoriale, aumentando considerevolmente il numero di municipi e creando i regionales come livello intermedio tra province e municipi: nel 1968 c’erano 292 municipios ripartiti in 38 regionales[2]. Il processo proseguì e raggiunse il suo massimo tra il 1973 e il 1975, raggiungendo 407 municipios e 58 regionales.
Nel frattempo intervennero alcune modifiche a livello provinciale: nel 1963 Ciénaga de Zapata passò dalla provincia de Las Villas alla provincia di Matanzas, nel 1969 i municipi di Artemisa, Guanajay, Mariel furono transferiti dalla Provincia di Pinar del Río alla Provincia dell’Avana. Nel 1970 Jatibonico passò dalla Provincia di Camagüey a quella di Las Villas mentre Amancio e Colombia passarono da Camagüey alla Provincia d’Oriente.

La nuova legge del 1976

Il 1976 fu anno di grandi mutamenti istituzionali. Oltre alla nuova Costituzione venne approvata la “Legge di Divisione Politico-Amministrativa” che modificava l’organizzazione territoriale del Paese, sopprimeva i regionales, aumentava il numero delle province a 14 e riduceva il numero dei municipi a 169.
In particolare:
dalla Provincia dell’Avana furono separate la Città dell’Avana, che assunse uno status
amministrativo di provincia autonoma in quanto capitale, e l’Isola dei Pini, che venne elevata al rango di “comune speciale” senza essere inclusa in altre province.
La Provincia di Las Villas venne divisa in 3 parti: Provincia di Villa Clara, Provincia di Cienfuegos e Provincia di Sancti Spíritus.
La Provincia di Camagüey venne divisa per creare la Provincia di Ciego de Ávila.
La grande Provincia d’Oriente, infine, venne ripartita in 5: Provincia di Las Tunas, Provincia di Granma (con capoluogo Bayamo, Provincia di Holguín, Provincia di Santiago di Cuba e Provincia di Guantánamo.
La nuova legge cercò inoltre di omogeneizzare la popolazione dei comuni e la loro estensione tra le province. La media nazionale fu di 56.000 abitanti per ogni comune e furono eccezionalmente approvati soltanto 20 comuni con meno di 20.000 abitanti. La provincia con più comuni risultò quella dell’Avana, con 19, e quelle con meno furono quelle di Cienfuegos, Sancti Spiritus e Las Tunas con 8 comuni ciascuna.
Nel 1978, l’isola dei Pini prese il nome di Isola della Gioventù.

Le modifiche del 2010

Nel 2010 l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare modificò la legge del 1976 approvando la creazione di due nuove province in sostituzione della precedente Provincia dell’Avana. Nacquero così la Provincia di Mayabeque, con capoluogo San José de las Lajas, e la Provincia di Artemisa, cui vennero attribuiti anche i tre comuni più orientali della Provincia di Pinar del Río (Candelaria, San Cristóbal e Bahía Honda).
L’assetto complessivo risultante è quello attuale delle Province di Cuba.

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Censimento 2000

Fonte: Governo della Repubblica de Cuba al 31 dicembre 2000

Censimento 2000

Sito web: www.cubagob.cu

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Posizione geografica di Cuba


Visualizzazione ingrandita della mappa

LA REPUBLICA DE CUBA
Si trova all’imboccatura del golfo del messico, in pieno mar dei caraibi. A 180km a sud di Key West in Florida (USA), 210km a est dello Yucatan, in Messico e a 77km ad ovest di Haitì e della Republica Dominicana. E’ lunga 1250km, larga al massimo 191km, praticamente è stretta e lunga, a causa di questa forma può vantare ben 3380km di coste, corollate di circa 1600 isolotti (Cayos). Dista dall’Europa circa 11.000Km

CUBA
è la più grande isola tropicale dell’emisfero delle Americhe. La settima più grande nel mondo.

Grande un terzo dell’Italia, 110.922 Kmq, ai quali, però, bisogna aggiungere 3.715 Kmq di estensione dei quattro arcipelaghi: Canarreos, Colorados, Jardines del Rey e Jardines de la Reina.

Tra le più estese l’Isola della Gioventù (2.200 Kmq) e l’Isola Romano (926 Kmq). L’Isola, stretta e lunga, non consente lo sviluppo di grossi corsi d’acqua. I più importanti sono il fiume Toa, il fiume Cauto, lungo 370 Km, ed il fiume Sagua la Grande. Spesso generano cascate, le più famose sono quelle del fiume Habanilla alte 350 metri nella provincia di Sancti Spiritus.

Perlopiù pianeggiante, i rilievi montuosi coprono il 25% del territorio.
A Cuba ci sono quattro massicci montuosi: Sierra de los Organos, nella provincia di Pinar del Rio; Sierra del Escambray a nord di Trinidad; Sierra Maestra che cinge sui due lati la città di Santiago de Cuba; Sierra Cristal ad est di Cuba in Baracoa.

Le barriere coralline si estendono lungo tutte le coste. La barriera corallina a nord di Camagüey si estende per 400 Km ed è la seconda al mondo dopo quella australiana. La popolazione cubana conta 11 Milioni di abitanti circa. Capitale è La Habana.

Fuso orario: – 6 ore rispetto all’Italia

La Bandiera imagesCAUX9QET

La Palma Reale cubana (Roystonea regia) palma

scudoLo stemma dello Stato
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Il Clima a Cuba

ISTITUTO METEO DI CUBA E PREVISIONI DEL TEMPO

CUBA DAL SATELLITE

A Cuba, nel corso di tutto l’anno, se non proprio estate è almeno primavera inoltrata!

Del resto l’Isola è preferita da molti viaggiatori proprio nei mesi invernali quando non fa troppo caldo con una temperatura tra i 22 e i 27 gradi centigradi.

Ad oriente anche nei mesi invernali la temperatura raramente scende, di giorno, sotto i 27 gradi Centigradi.

Ad occidente nei mesi invernali è capitato, seppur molto raramente, che la temperatura sia arrivata ai 16/17 gradi centigradi di giorno.

La temperatura media dell’acqua marina varia tra i 20 e 24 gradi tutto l’anno

PIOGGE
Cuba non è all’equatore quindi non ha stagioni di pioggie intense.

Piove nel corso di tutto l’anno con piogge brevi ma a volte molto intense.

Molte Guide riportano come “mesi piovosi” maggio, giugno sino a ottobre. In realtà maggio, giugno e luglio sono molto poco piovosi. Agosto, settembre e ottobre, come già detto, sono mesi a “rischio ciclonico”.

CICLONI
Nel periodo agosto/settembre/ottobre possono interessare Cuba.

In più di qualche occasione i cicloni hanno provocato ingenti danni all’Isola. Il più dannoso è stato l’uragano “Mitchell” nell’anno 2000. Il più recente è stato Sandy nel 2012.

Nonostante questo Cuba ha una struttura di Protezione Civile molto efficente ed apprezzata nel mondo in relazione alle Emergenze cicloniche e questo ha consentito non avere vittime o averne poche in occasione dei cicloni più potenti.

La Protezione Civile evacua in maniera molto organizzata i residenti ed i turisti trasferendoli in zone non interessate dall’Evento ciclonico.

Il passaggio di un ciclone comunque interessa sempre un’area abbastanza limitata del territorio, in genere arrivano da sud-est con traiettoria nord ovest e tagliano l’isola per una porsione limitata.

Il ciclone è molto prevedibile, si conosce con largo anticipo, intensità, area interessata e durata del passaggio. Questo consente adottare tutte le precauzioni, la migliore ovviamente, è spostarsi dall’area interessata.

Nel caso siate ospiti in strutture alberghiere è previsto la cosidetta “riprotezione” verso hotel in aree non interessate al fenomeno ciclonico.
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Flora e Fauna a Cuba

L’arcipelago maggiore delle Antille è luogo di scoperte ed incanto. Un’abbondante e svariata flora, il clima, l’ospitalità della sua gente, la fauna esistente sia nell’isola grande che nell’Isola della Gioventù e nei numerosi isolotti (cayos), appaga il desiderio di conoscenza della natura tropicale della maggior parte dei viaggiatori.

L’assenza di rettili e animali velenosi assicura piena godibilità nei numerosi percorsi di trekking naturalistico. Gli amanti delle bellezze naturali trovano a Cuba paesaggi che soddisfano i gusti più esigenti: Riserve boschive, montagne, cascate e grotte, paludi tropicali, entusiasmanti paesaggi marini e barriere coralline. L’attenzione e la cura nei confronti delle Aree naturalistiche fa sì che ci siano ancora molti paesaggi vergini!

Un’ulteriore elemento che partecipa allo stato di conservazione delle Aree naturalistiche è la protezione delle specie. Endemiche o no, tutte si trovano sotto la tutela della legislazione nazionale e sono oggetto di studio nell’insegnamento scolastico.

Flora
Per l’ubicazione tropicale dell’Isola di Cuba, la flora è molto esuberante e svariata, si calcolano circa 8 mila specie botaniche sparse lungo tutto il territorio delle quali 300 sono le varietà di Palme che crescono spontaneamente a Cuba:

• la Palma Real (Roystonea regia) alta fino a 25 metri con foglie lunghe tra gli 8 e i 10 metri, dal tronco liscio e grigio; • Il Cocos nucifera, la Palma da cocco, alta fino a 30 metri con foglie lunghe circa 6 metri con frutti verdi, gialli e, quando maturi e poco prima di cadere dall’albero, di colore marrone; • le più modeste, in termini di altezza, Chrysalidocarpus lutescens, originaria del Madagascar e dalla crescita fittonante (crea impenetrabili cespugli) è molto diffusa a Cuba per abellire giardini e viali; • la particolarissima Hyophorbe amaricaulis, la palma con il fusto a forma di fiasco che non supera i 2 metri d’altezza.
Centinaia di varietà di orchidee (che si possono ammirare all’Orchideario di Soroa tra La Habana e Pinar del Rio), alberi monumentali, veri e propri fossili viventi, come la palma corcho (Pinar del Río) ed il Dendrocereus nudiflorus o Aguacate cimarrón (una specie di avocado), che ha circa 400 anni di età e può essere visto a Guajimico, provincia di Cienfuegos.

Molto comuni sono l’albero Yagruma (Cercopia peltata) con le foglie verde scuro dal dorso argenteo, il mogano, il cedro, mastodontici Ficus elastica con le caratteristiche radici pensili che nel raggiungere terra formano un fitto dedalo di fusti ausiliari, il mango, Mangifera indica, che può raggiungere i 30 metri d’altezza.

Altro albero importante a Cuba è la Ceiba, Ceiba pentandra caribaea, della famiglia delle bombacaceae della quale fa parte anche il Baobab. La Ceiba raggiunge dimensioni gigantesche, raggiunge i 30/40 metri d’altezza e 8/10 metri di circonferenza, spesso è rinforzato alla base da grosse costole laterali con foglie palmate e spine, rade, lungo il tronco. La Ceiba è stata pianta sacra alle popolazioni precolombiane, tuttora riveste grande importanza nella religione Yoruba (santeria cubana).

Cuba è anche un’esplosione di colori in viali e giardini, piante di Hibiscus, piante di Bougainville, piante di Flamboyán dai tipici fiori rossi rendono coloratissimi i paesaggi cubani. Oltre il 50 % delle specie di piante presenti nell’Isola sono endemiche dell’arcipelago antigliano.

Fauna
La fauna cubana possiede una straordinaria ricchezza, in termini di abbondanza e varietà. Per questa sua caratteristica molti qualificano questo territorio come il “paradiso dei naturalisti”. Complessivamente ci sono molte specie della fauna cubana che sono endemiche, percentuale che si può apprezzare meglio per gruppi zoologici:

• Molluschi e anfibi, 90% • Rettili, 85 % • Mammiferi, circa il 70 % • Volatili, circa il 7 %, in questo caso si deve tenere conto delle abitudini migratorie delle specie presenti a Cuba.

Ci sono anche altre specie tra cui il manato (Trichechus manatus), mammifero acquatico abitante degli estuari dei fiumi, l’almiquí (Solenodon cubanus) endemico, è uno degli insettivori più grandi al mondo, il quale oggigiorno si trova raramente nella zona orientale del paese. Nei pressi di installazioni ecoturistiche come Silla de Gibara, La Mula, Río Cabonico o Yacabo Abajo, i turisti riescono ad immortalare nei loro obbiettivi qualche esemplare di queste specie.

Nel mare, ci sono circa 900 specie di pesci, la maggior parte di cui sono commestibili. Il partoro, la sierra, l’ emperador (imperatore) e la sega, sono alcune delle specie più apprezzate. Molto frequente è l’incontro con specie marine sin sulla spiaggia, testuggini, coloratissime stelle marine, pesci dai mille colori e dalle forme improponibili, Barracuda e Mante. I crostacei sono molto rappresentati a Cuba, spettacolari sono le migrazioni di massa dei granchi di terra, cangrejo, che nel periodo umido (maggio/giugno) in migliaglia attraversano nel loro cammino strade e paesi, soprattutto sulla strada litoranea tra Trinidad e Cienfuegos, divenendo per giorni e giorni graditissimo alimento principale delle famiglie cubane e frequente causa di forature di pneumatici.

Curosità
La fauna selvatica di Cuba oltre ad essere ricca e variegata, comprende alcune curiosità:

• l’uccello più piccolo del mondo, il Colibrì, zunzuncito (Mellisuga helenae) che pesa solo 2 grammi • il pipistrello più piccolo del mondo, Nystiellus lepidus • l’anfibio più piccolo del mondo, il ranocchio Sminthillus limbatus, e altri specie che si distinguono per le loro dimensioni ridotte

Insetti
L’entomologia, scienza che studia gli insetti, trova a Cuba ampia soddisfazione nello studio delle oltre 190 specie di Farfalle di cui circa trenta sono endemiche tra le quali la Fritillaria del golfo.

Oltre 8000 sono le specie di insetti a Cuba, delle quali l’uniche che possono rilevarsi fastidiose per l’uomo sono le cosidette santanillas (formiche) le cui punture provocano prurito e bruciore; o qualche zanzara, nulla di più.
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Norme doganali Cubane

Cosa si intende con “Turista”
La persona non permanentemente residente nel paese, che entra per ragioni di Piacere, Salute, Pellegrinaggio, Sport etc. Per un periodo maggiore di 24 ore e inferiore a 6 mesi

Cosa si intende per “Effetti Personali”
Articoli nuovi o usati ragionevolmente utilizzati per uso personale e per il periodo del viaggio tenendo conto di tutte le circostanze del viaggio.

Passaporto, Visto d’Ingresso e Polizza Medica:
Il Passaporto deve essere in “corso di validità” con scadenza successiva alla data del ritorno in Italia. Il Visto d’Ingresso (Tarjeta Turistica) è necessario e, in genere, rilasciatovi insieme al Biglietto aereo. Dal 1° Maggio 2010 è obbligatoria per l’ingresso a Cuba una Polizza Medica. Se non posseduta il viaggiatore deve acquistarla in dogana.

Per Ulteriori informazioni visita il sito ufficiale della Dogana Cubana (Spagnolo e Inglese)
SCARICA I VALORI DOGANALI

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Mezzi di pagamento a Cuba

Pagamenti con Carta di Credito
Tutte le operazioni di pagamento effettuate a Cuba con Carte di Credito sono gravate da una commissione
variabile tra 3 ed il 3,6 % sull’importo della transazione.
Ristoranti, Hotels, Noleggio Auto e qualsiasi altro prodotto o servizio acquistato con Carta di Credito.
La Carta American Express non è accettata

Prelievi Bancomat
Puoi recarti in tutte le banche in orario di apertura, anche il sabato mattina od anche a mezzo degli sportelli automatici (Cash Dispender) con codice PIN.
Viene preferito l’uso del circuito Visa: Postepay – Lottomaticard ecc.

Moneta in uso
Moneta Nazionale (MN)
Con questa moneta vengono pagati gli stipendi e le pensioni a Cuba. Viene utilizzata ESCLUSIVAMENTE dai cubani per l’acquisto delle merci prodotte in loco. Un viaggiatore raramente ha occasione di spendere questa moneta.
Convertibile (CUC)
Vale quanto il Dollaro americano. E’ questa la moneta che utilizzerete, tutto è acquistabile con il CUC. Nel corso degli anni, da moneta “turistica” è diventata la moneta usata da tutti.

Dove Cambiare
Banche, Cadecas, Hotels, Sportelli cambia Valuta negli aeroporti
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