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I Sigari

I Sigari


Tutto sui Sigari Cubani

LE PIANTAGIONI

Come ha osservato Fidel Castro l’isola di Cuba, grazie alle eccezionali condizioni climatiche e geologiche, è la terra ideale per la coltura del tabacco. Esistono poi zone particolarmente propizie in cui si concentrano le piantagioni. Nelle regioni di Pinar del Rio (1), a ovest, si coltiva il miglior tabacco del mondo. La zona di San Antonio  de Los Banos(2), che produce una capa di qualità eccelsa, corrispondente anche all’area di sperimentazione della coltura flottante.

cubaLe aree gialle rappresentano le zone in cui si concentrano le piantagioni di tabacco.

Infine, procedendo verso est, si trovano le piantagioni di Sancti Spiritus (3) e quelle della regione di Santiago de Cuba (4).
La cultura del tabacco avviene ancora con mezzi tradizionali, come l’aratro trainato da muli, ed è largamente basata sulla manodopera. Un cartello all’entrata di una piantagione  riassume in una frase la concezione che i cubani hanno della loro terra “Si el hombre sirve, la tierra sirve”.

LA PRODUZIONE

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La piantina sopra riportata indica la produzione del tabacco, cinque sono le zone D.O.C del tabacco cubano; Partidos e Vuelta Abajo dove nascono i migliori Avana; le altre zone invece sono destinate alla produzione per il consumo interno e per lo sviluppo per la produzione nuova.


IL TABACCO

La pianta del tabacco si chiama Nicotiana tabacum: è universalmente riconosciuto che le piante di tabacco cubano sono le migliori in assoluto, tant’è che Cuba vende all’estero i semi di tale piante.
Esistono 2 piante di tabacco, il COROJO e il CRIOLLO: la prima viene coltivata in serra e da questa si ottengono le foglie più pregiate, quelle che vengono utilizzate per rivestire l’esterno del sigaro. L’altra pianta, il CRIOLLO fornisce le altre 4 specie di foglie di tabacco necessarie alla manifattura di un sigaro

pianta2Il sigaro cubano è un prodotto unico,

dovuto non solo ad una fantastica abilità

 artigianale trasmessa per generazioni,

ma anche ad una stupefacente espressione

di un territorio e a un clima che rendono

le foglie che nascono a queste latitudini

il tabacco più ambito del

La pianta di Corojo (il cui nome viene dalla piantagione di El Corojo Vega) si ricavano le foglie destinate alla “capa”, il rivestimento esterno del sigaro. Queste foglie devono essere di ottima qualità per rivestire il il cilindro di tabacco.

pianta1La pianta di Criollo

da questa pianta si ottengono quattro delle cinque foglie che daranno vita alla “ligada” di ogni “vitolas” cioè caratteristico di ogni Avana. La qualità del sigaro sarà dovuta alla crescita ed all’altezza raggiunta delle foglie  che raccolte si distingueranno: “ligero” la foglia che darà forza al sigaro, “seco” la foglia che esprimerà sapore, “volado” quella che darà una facile combustione.

COLTIVAZIONE DEL TABACCO

Se tutte le foglie sono di buona qualità, da una pianta si possono ottenere fino a 32 sigari.  I faschi di 5 foglie (plancha) vengono appesi a pali (cujes) disposti in appositi capannoni all’interno della piantagione (vega). Durante il processo di essiccamento, che dura dai 45 ai 60 giorni, le foglie passano dal colore verde al marrone per la trasformazione della clorofilla in carotene. Dopodichè si passa alla cernita (escogida) trasferendi i fasci legati in mazzi da 50 dentro contenitori (tercios) nei quali avverrà la fase di fermentazione. Finalmente si passa alla selezione delle foglie per i diversi impieghi: tradizionalmente sono le donne che individuano le foglie per la fascia (capa), il ripieno e la sottofascia (capote).

piantaIl processo di semina del tabacco si svolge solitamente verso la metà del mese di settembre

Dopo circa 35 giorni la germinazione ha avuto inizio e le piante vengono trapiantate nei veri e propri campi di tabacco.

La pianta del tabacco si divide in tre parti: la cima, il centro, la base.

Le piante destinate a fornire foglie da fascia vengono protette dai raggi del sole sotto coperture di tela dette tapados.

 La raccolta delle foglie si esegue in sei fasi di una settimana ciascuna partendo dal basso della pianta: libra de pia (alla base), uno y medio (uno e mezzo), centro ligero (centro leggero), centro fino (centro sottile), centro gordo (centro spesso) e corona (cima).

Tutte le foglie tranne corona e libra de pia vengono utilizzate per le fasce e si classificano in base alla colorazione:

  coltivazione sotto copertura

  ligero(leggero) seco (secco) viso (lucido) amarillo (giallo) medio tiempo (mezzo tessuto) quebrado (rotto)

   coltivazione al sole

  ligero(leggero) seco (secco) volado ()medio tiempo(mezzo tessuto)

  LA PRODUZIONE DEL SIGARO E’ COMPOSTA DA UNA SERIE SUCCESSIVA DI FASI:

1) raccolta delle foglie

2) essicazione, processo che dura da 45 a 60gg (qui, a seguito dell’ossidazione le foglie cambiano colore, dal verde naturale degradano verso il marrone)

3) stiva delle foglie essicate in balle per la fermentazione (circa 40gg)

4) apertura delle balle e divisione delle foglie una a una

5) bagno in acqua delle foglie per evitare l’eccessiva secchezza, poi le foglie vengono stese 2-3 ore per eliminare l’acqua in eccesso

6) processo per rendere uniforme l’umidificazione delle foglie: le foglie vengono riposte in una cassa di legno con listelli sul fondo

7) scostolatura: in questa fase le foglie vengono private della nervatura centrale
A questo punto le foglie di tabacco sono pronte per essere arrotolate a mano dagli abili maestri torcedores.

LE 5 FOGLIE CHE COMPONGONO UN SIGARO

La capa è la parte più importante e quindi la più costosa del sigaro. Queste foglie devono essere perfette, non solo esteticamente ma anche nella loro struttura. Ciò significa che non possono presentare ampie venature o diventare dure a causa della sovraesdposizione al sole.

La capa deve essere soffice e leggermente elastica, ma al tempo stesso non troppo oleosa. Per ottenere questo risultato, le foglie della capa sono lasciate invecchiare per 1- 2 anni nei depositi della fabbrica.
La sottocapa abbraccia la parte interna del sigaro (tripa). Queste foglie vengono prese dalla parte centrale alta della pianta e sono aromatiche, aiutano la combustione.
La tripa deriva da tre tipi diversi di foglie prese da  parti diverse della pianta. Partendo dalla cima fino alla base della pianta, questi tre tipi di foglie sono conosciute col nome di ligero, seco e volado.

Le foglie ligero hanno un aroma forte e pieno dovuto alla grande quantità di oli al loro interno derivanti da un’intensa esposizione solare. Questi oli provocano una combustione lenta perciò le foglie ligero vengono poste al centro del sigaro.
Le foglie seco  vengono prese dal centro della pianta e, sebbene abbiano un aroma e un colore meno decisi, come le foglie ligero hanno una combustione lenta.
Le foglie volado sono quelle della base della pianta. Esse hanno un aroma estremamente dolce ma hanno una combustione veloce e svolgono un ruolo importante nel fumare il sigaro.
La combinazione di questi tre tipi di tripa ha una grande importanza nel determinare il sapore di un sigaro. Gli esperti che scelgono le quantità di queste tre diverse foglie non sono diversi dai grandi produttori mondiali di vino, poiché sono responsabili dell’aroma e del gusto unico che possiede una particolare marca di sigari anno dopo anno.

STRUTTURA ED INTERNO DEL SIGARO

struttura

Il sigaro è formato da tre componenti

       polpa o Tripa, il ripieno costituito da varie foglie di tipo ligero, seco e volado che vengono piegate a fisarmonica nel senso della lughezza del sigaro e garantiscono un buon tiraggio ed una corretta combustione;

capote, la sottofascia che serve a tenere insieme il ripieno. Deve essere particolarmente     resistente ed è costituita da due mezze foglie provenienti dalla parte alta della pianta;

       capa, la fascia esterna che determina l’aspetto del sigaro. Si utilizzano le foglie centrali della pianta che sono lasciate fermentare da 12 a 18 mesi per garantire le caratteristiche necessarie

        al lavoro degli arrotolatori. Le migliori fasce da sigaro provengono ovviamente dal centro America ma anche dal Connecticut e dal Camerun.

Il sigaro stesso all’apparenza risulta un semplice processo produttivo, in realtà è il prodotto di una serie complessa di operazioni di scelta delle foglie, di taglio e di arrotolamento.

Infatti, il sigaro è composto come detto in precedenza, da 3 parti fondamentali:

la parte interna detta tripa o Polpa

una prima fascia detta capote che circonda la tripa e la tiene compatta

una fascia esterna detta capa che ridefinisce il sigaro, conferendogli l’aspetto e il colore.

Le foglie di tabacco sono generalmente classificate in 4 tonalità:

claro, marrone chiarissimo
colorado claro, marrone medio
colorado, marrone scuro
maduro, marrone scurissimo, quasi nero.

Il colore della foglia esterna non ha nulla a che fare con la forza del sigaro, anzi generalmente un sigaro chiarissimo produce una fumata fortissima, per contro un sigaro di colore maduro può produrre una fumata leggera.

CLASSI DI SIGARI

I sigari si possono dividere a seconda delle dimensioni e della forma.
A seconda della dimensione si distinguono sigari grandi, medi e piccoli: questa suddivisione è in base alla misura del diametro del sigaro stesso.

In particolare i sigari grandi sono quello che hanno un diametro compreso tra 46 e 52 inches, quelli medi tra 40 e 45 inches e quelli piccoli tra i 26 e 39 inches.

I sigari poi possono essere di forma regolare o di forma irregolare. I primi sono quelli che hanno forma perfettamente cilindrica per tutta la lunghezza , gli altri invece presentano sezioni diverse lungo l’asse e vengono chiamati figurados.

Il diametro dei sigari è chiamato in gergo tecnico ring gauge.

I sigari vengono poi classificati in vitola: il termine vitola identifica ogni sigaro di una determinata lunghezza e diametro

L’ARROTOLAMENTO DEL SIGARO

torcerIl torceador(arrotolatore) utilizza da due a quattro foglie per costruire il ripieno che andrà posto nella sottofascia: con l’utilizzo di appositi stampi in legno ottiene un cilindro di tabacco denominato pupa , lo depone sulla fascia e comincia ad avvolgerlo in senso obliquo fissando il percorso con una gomma vegetale insapore.Una volta terminato questo processo provvede a tagliare gli eccessi di fascia presenti alle estremità del sigaro con la caratteristica chaveta, una lama ovale in acciaio. L’opera viene infine completata con una piccola parte degli scarti, grande quanto una monetina, che si colloca sulla testa del sigaro per sigillarlo.

Un torceador è in grado di avvolgere fino a 100 sigari al giorno ma questa media diminuisce quando parliamo di sigari di grandi dimensioni (per un Montecristo A si arriva a poco più di 50 unità). I più esperti si dedicano al confezionamento dei sigari più grandi ed è anche per questa ragione che risultano più costosi

I sigari vengono quindi raccolti in mazzi da 50 (media ruedas, mezze ruote) e sono sottoposti ad una sorta di disinfestazione in camere di fumigazione sottovuoto. Dopo questo processo, seguito da un’ulteriore deumidifcazione di circa tre settimane, finalmente si passa alla fase di assaggio del prodotto: un gruppo di sei catadores (fumatori professionisti), valuta le caratteristiche di aroma, combustibilità e tiraggio per far sì che lo standard del marchio venga rispettato.

Finalmente i sigari, ai quali è stato applicato il caratteristico anello di riconoscimento, vengono suddivisi in base alla colorazione (sono circa 65 le sfumature previste) per garantire l’omogeneità della confezione definitiva: il pezzo più scuro viene posto alla base della scatola di cedro sul lato sinistro e così via fino ad arrivare al più chiaro che si troverà in alto a destra.

Da circa un secolo alcuni sigari vengono realizzati anche con l’aiuto di macchinari ma la qualità di questi ultimi non è assolutamente paragonabile a quelli fatti a mano. C’è comunque da dire che la fascia viene sempre arrotolata a mano , se si escludono alcuni tipi di sigari che si avvicinano alle sigarette per consistenza e qualità essendo avvolti da una pellicola costituita da un impasto di carta e tabacco.

LA SCATOLA E L’ANELLO

All’inizio i sigari venivano raccolti in fasci con un nastro di stoffa colorata. Nel 1830 però l’Istituto di Credito H.Upmann pensò di regalare un mazzo di sigari ai suoi dirigenti delle filiali londinesi e li inviò in scatole di legno di cedro sigillate. L’idea piacque e rapidamente tutti marchi iniziarono a confezionare scatole con etichette e sigilli caratteristici della propria produzione. Alcune scatole non presentano illustrazioni né bordi decorativi colorati ma sono invece laccate (es.: verde scuro H.Upmann) oppure con i bordi stondati ,in legno naturale lucidato (8-9-8 Partagas, con i sigari disposti in tre file, prima 8, poi 9 e infine di nuovo 8).

Nel 1912 fu introdotto il Sello de Garantia , un’etichetta rettangolare verde e bianca che sigilla la scatola dopo che questa è stata appena chiusa inchiodando il coperchio. Il compratore ha così la garanzia del contenuto espressa anche nel testo dell’etichetta: “Cuban Government’s warranty fo cigars exported from Havana. Republica de Cuba. Sello de Garantia nacional de procedencia”.

Ai fini dell’identificazione del prodotto è inoltre molto importante un ulteriore marchio introdotto dalla Cubatabaco di recente, nel 1989, che indica se i sigari contenuti nella scatola sono realizzati totalmente a mano:

Hecho in Cuba – Totalmente a manosignifica che i sigari sono stati confezionati completamente a mano;

Hecho in Cuba” significa che i sigari sono stati solamente rifiniti a mano dopo che il ripieno era stato preparato da una macchina;

Se sulla scatola c’è scritto “Made in Havana, Cuba” si  

tratta sicuramente di un prodotto pre-rivoluzionario.

 

L’anello colorato presente intorno al sigaro non ha una funzione specifica:

fu infatti introdotto dopo il 1830 per distinguere i vari marchi presenti sul mercato.

 

Anche se in origine l’anello veniva mantenuto mentre si fumava per non macchiare i guanti, la decisione se toglierlo o meno è una questione del tutto personale.

Mentre nel resto del mondo non esiste tale inibizione, in Inghilterra fumare con l’anello è considerato cattiva forma poiché si presume che il fumatore voglia pubblicizzare la marca del proprio sigaro.

 

I FORMATI

 

Esistono almeno 60 diversi formati di sigari avana, ma in linea di principio quelli convenzionali si possono ricondurre ad una dozzina. La lunghezza di un sigaro avana può variare dai 10 ai 23cm ed il suo calibro va da 26 a 52. Per calibro si intende lo spessore del sigaro la cui circonferenza si esprime in termini di 1/64 di pollice (1 pollice equivale a 2,54cm). Quindi, se un Montecristo N.4 ha calibro 42 significa che ha uno spessore pari a 42/64 di pollice. La tabella qui a fianco riporta i formati fondamentali dei sigari. Come curiosità possiamo citare il sigaro avana più piccolo mai prodotto che è un Corona Bolivar di 4cm mentre il più grande in assoluto è lungo 1,70m prodotto per un sultano e conservato nel Museo del Tabacco di Bunde in Germania.

 

Nome – Lunghezza – Calibro

 

Gran Corona – 235 – 47
Double Corona – 220 – 49
Churchill – 178 – 47
Pyramide – 156 – 52
Belicoso – 140 – 52
Robusto – 127 – 50
Especial – 191 – 38
Long Panetela – 178 – 36
Lonsdale – 165 – 42
Corona Grande – 152 – 42
Corona Gorda – 143 – 46
Hermoso – 127 – 48
Corona – 140 – 42
Petit Corona – 127 – 42
Perla – 102 – 40
Panetela – 114 – 26
Très Petit Corona – 114 – 40
Culebras – 146 – 39
Demi Tasse – 102 – 30

 

Un’altra importante caratteristica del sigaro è il colore della fascia.
Sebbene esistano decine di sfumature, i sigari si possono classificare in sette tonalità:

coloreI colori della “fascia”, la foglia esterna, sono 7.

Più chiara, gusto più leggero ……………………. più scura, gusto più corposo

colore1I sigari dello stesso tipo vengono ripartiti in una gamma di sei gradazioni all’interno della stessa tonalità, in modo tale che i sigari della stessa scatola abbiano esattamente la stessa colorazione. Nella foto le sei gradazioni del colorado.

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